giovedì 27 agosto 2026


27/08/2026 07:59:52 - Puglia - Attualità

Dietro questo numero ci sono campagne, boschi, pascoli, biodiversità, paesaggio e attività agricole devastati. Per ricostituire un bosco distrutto dal fuoco possono servire fino a 15 anni

Quasi 8mila ettari in fumo in meno di tre mesi. L’Alta Murgia brucia ancora.

Questo dato è stato reso noto da Coldiretti Puglia, che commenta quanto accaduto in Puglia da giugno ad oggi,

È un bilancio drammatico quello degli incendi in Puglia: 7.879 ettari di boschi, macchia mediterranea, pascoli e terreni agricoli sono stati percorsi dalle fiamme dal 1° giugno al 22 agosto, con 89 eventi rilevati.

E l’emergenza non è finita. L’incendio sull’Alta Murgia è ancora attivo, tra il bosco della zona Serraficaia e Garagnone, dopo essere partito dalla Polveriera di Poggiorsini e aver raggiunto le aree verso Spinazzola e Gravina. Sul fronte sono impegnati anche i Canadair.

Bari è la provincia più colpita con 2.645 ettari, seguita da Foggia con 2.341 e BAT con 1.655. Insieme concentrano oltre l’84% della superficie regionale bruciata.

Il dato di agosto è particolarmente preoccupante: 2.707 ettari già percorsi dalle fiamme nei primi 22 giorni del mese, quasi tre volte la superficie registrata nell’intero mese di giugno.

Dietro questi numeri ci sono campagne, boschi, pascoli, biodiversità, paesaggio e attività agricole devastati. E il danno non finisce quando si spengono le fiamme: un territorio privato della vegetazione diventa più fragile, esposto a erosione, dissesto idrogeologico, frane e alluvioni. Per ricostituire un bosco distrutto dal fuoco possono servire fino a 15 anni.

Temperature elevate, siccità, vegetazione secca e vento rendono la situazione ancora più esplosiva. Ma non possiamo dimenticare l’azione di chi appicca volontariamente gli incendi: servono controlli più forti e tolleranza zero verso i piromani, insieme alla massima attenzione verso eventuali interessi speculativi sulle aree colpite.

La prevenzione passa anche dalla cura del territorio. Gli agricoltori sono le prime sentinelle delle campagne, grazie alla presenza quotidiana, alla manutenzione e alla capacità di segnalare tempestivamente i focolai.

Quasi 8mila ettari bruciati non sono solo un numero. Sono un pezzo di Puglia che va in fumo. Difendere boschi e campagne significa difendere il futuro del nostro territorio.