venerdì 11 settembre 2026


11/09/2026 08:04:28 - Provincia di Taranto - Attualità

«Ci sono reparti nei quali mancano OSS e situazioni nelle quali durante la notte la presenza degli operatori non è adeguatamente garantita. È una condizione che non può essere normalizzata»

«La sanità tarantina non può essere governata attraverso annunci spot, comunicati e dichiarazioni prive di un cronoprogramma verificabile. Servono atti, date certe e una programmazione trasparente. E, soprattutto, serve il confronto con chi rappresenta istituzionalmente le professioni sanitarie».
È quanto dichiara il presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Taranto, Pierpaolo Volpe, intervenendo sulle procedure concorsuali per infermieri e operatori socio-sanitari e, più in generale, sulla programmazione del personale sanitario nella provincia.

«L’assessore regionale alla Sanità ha annunciato che le procedure concorsuali per infermieri e OSS proseguono, ma quando? Le date precedentemente ipotizzate sono saltate e, ad oggi, non risultano indicate nuove date né un cronoprogramma pubblico e credibile.
Al momento dell’insediamento –ricorda il presidente dell’OPI Taranto– l’assessore Pentassuglia aveva annunciato lo sblocco dei concorsi e aveva indicato nella metà di ottobre 2026 il periodo entro il quale sarebbero dovute arrivare le assunzioni. Oggi, invece, apprendiamo che le assunzioni già autorizzate sono slittate al 2027. È un cambio di scenario che richiede spiegazioni precise e non ulteriori annunci
».
Nel frattempo, la realtà quotidiana degli ospedali è quella di servizi sotto pressione, personale insufficiente, turni difficili da coprire e professionisti costretti a lavorare in condizioni sempre più complesse.

«Non possiamo continuare a chiedere agli infermieri di compensare con sacrificio personale e senso di responsabilità le carenze strutturali di programmazione. La tenuta del sistema non può essere affidata alla disponibilità degli operatori».
Il nodo riguarda soprattutto la programmazione complessiva del fabbisogno di personale e il presidente Volpe tira in ballo anche la questione del nuovo ospedale San Cataldo.

«Dov’è la programmazione delle circa 1.200 assunzioni previste per il nuovo San Cataldo, con circa 630 infermieri e oltre 200 OSS? Qual è il cronoprogramma? Quali sono i tempi effettivi di reclutamento e presa di servizio?».
Domande che, secondo l’OPI Taranto, non possono più essere rinviate.
E non riguardano soltanto il nuovo ospedale.

«Vogliamo sapere -prosegue Volpe- quale sia la programmazione per gli Infermieri di Famiglia e di Comunità, per le Centrali Operative Territoriali, per gli ospedali e per tutta la rete territoriale. Si stanno aprendo le Case di Comunità: ma con quali infermieri? Con quale organizzazione? Con quali obiettivi assistenziali, se non viene contestualmente garantita la presenza e lo sviluppo dell’Infermieristica di Famiglia e di Comunità?».
La sanità territoriale, sottolinea l'OPI Taranto, non può essere costruita soltanto attraverso l'apertura fisica delle strutture.
«Una Casa di Comunità senza personale adeguatamente programmato rischia di diventare semplicemente un contenitore. La vera innovazione è rappresentata dai professionisti, dai modelli organizzativi e dalla capacità di garantire continuità assistenziale ai cittadini».
Particolarmente critica è anche la situazione determinata dalle mobilità.

«Assistiamo a personale infermieristico e OSS che lascia i servizi attraverso le procedure di mobilità senza che venga garantita tempestivamente la sostituzione. Ci sono reparti nei quali mancano OSS e situazioni nelle quali durante la notte la presenza degli operatori non è adeguatamente garantita. È una condizione che non può essere normalizzata».
Secondo l’OPI Taranto, la gestione del personale deve essere preventiva e non emergenziale.

«La programmazione non può iniziare quando il reparto è già in sofferenza. Bisogna conoscere con anticipo il fabbisogno, prevedere le cessazioni, le mobilità, i pensionamenti, le nuove aperture e le nuove strutture, e assicurare per tempo il reclutamento necessario».
A preoccupare l’OPI Taranto e il presidente Volpe è anche l’assenza di un confronto istituzionale.

«Ad oggi non c’è mai stato un confronto tra l’Assessorato regionale e gli Ordini delle professioni sanitarie su questi temi. Riteniamo questo atteggiamento grave e incomprensibile».
Una situazione analoga, denuncia l’Ordine, si registra con la Direzione strategica della ASL Taranto.

«Al momento dell’insediamento della Direzione strategica, come Ordine abbiamo formulato gli auguri istituzionali per il nuovo incarico. Lo abbiamo fatto prima singolarmente e successivamente insieme agli altri Ordini. Non abbiamo ricevuto neppure un semplice riscontro. Non si tratta di una questione personale: è una questione istituzionale».
Gli Ordini professionali, ricorda il presidente, sono enti pubblici sussidiari dello Stato, con funzioni di rappresentanza, tutela e garanzia nei confronti dei cittadini e delle professioni.

«Ignorare gli Ordini significa mortificare il ruolo delle istituzioni professionali e rinunciare a un patrimonio di competenze che dovrebbe essere messo a disposizione della programmazione sanitaria. Non chiediamo corsie preferenziali né riconoscimenti formali. Chiediamo di essere ascoltati e coinvolti nelle questioni che riguardano direttamente le professioni che rappresentiamo e la qualità dell'assistenza».
L’OPI Taranto ribadisce quindi la propria posizione.

«Non accetteremo una gestione della sanità tarantina esclusivamente dal punto di vista dei conti e attraverso decisioni unilaterali. La sostenibilità economica è certamente importante, ma non può diventare l’unico criterio di governo della sanità. Prima dei numeri vengono le persone, e per curare le persone servono professionisti in numero adeguato e condizioni di lavoro dignitose e sicure.
Alle nostre domande – aggiunge il presidente OPI Taranto – ancora oggi non abbiamo ricevuto risposte sufficienti. Chiediamo pubblicamente all’assessorato regionale e alla Direzione strategica della ASL Taranto di rendere noti tempi, numeri, fabbisogni e cronoprogrammi delle assunzioni. Non è più il momento degli annunci: è il momento della programmazione e delle responsabilità
».
E poi conclude.

«Se continuerà a non esserci un confronto istituzionale e se resteranno senza risposta le questioni che abbiamo posto, ci rivolgeremo direttamente al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, chiedendo un intervento affinché la sanità tarantina torni ad essere affrontata attraverso un metodo di governo fondato su programmazione, trasparenza e confronto con gli Ordini professionali.
L’OPI Taranto è disponibile al confronto. Ma il confronto deve esserci. E deve essere adesso
».