«Il punto centrale resta la coerenza di questa presunta “alternativa”. Ci si dichiara in netta discontinuità rispetto all'attuale compagine ma se la rottura è davvero così profonda netta e datata, per quale motivo in tutto questo tempo non c’è mai stato il ritiro dei “suoi” consiglieri comunali?»

Riceviamo, e pubblichiamo, un intervento dell’assessore Francesco Saracino. Ecco il testo.
«Da assessore di questa Amministrazione civica e personalmente espressione del centrodestra, leggo il passo in avanti, pur legittimo, di chi si è già autoproclamato candidato sindaco (o forse già sindaco) per la nostra Avetrana e sento il dovere politico e civile di porre alcune domande pubbliche.
Un'autocandidatura non può restare così sospesa nel vuoto delle ambiguità, soprattutto quando tocca da vicino il lavoro che stiamo portando avanti per la nostra comunità. Se la corsa alle elezioni è aperta, è il caso probabilmente di mettere subito le carte sul tavolo e chiedere chiarezza, da amministratore ad amministratore.
Innanzitutto, se possibile, vorrei capire quale sia il reale progetto per il paese. Finora ho assistito solo ad annunci generici, a volte molto opinabili, mentre credo fermamente che i cittadini hanno il diritto di conoscere programmi concreti. Da un amministratore che si definisce esperto, forte di ben quindici anni trascorsi nel ruolo di vicesindaco, mi chiedo come mai fino a oggi non sia stata presentata una sola proposta concreta per il futuro di Avetrana, perché voler bene al proprio territorio significa anche questo.
Legata a questo poi c'è la questione del perimetro politico: sarebbe opportuno chiarire i confini di questa candidatura, chi faccia parte della coalizione e se esista un mandato politico pieno ed espresso da forze civiche o partitiche, oppure se si tratti di un'iniziativa del tutto personale ed isolata.
Ma il punto centrale resta la coerenza di questa presunta “alternativa”. Ci si dichiara in netta discontinuità rispetto all'attuale compagine di cui faccio parte, sostenendo persino di aver preso le distanze da questa maggioranza da ben tre anni. Se la rottura è davvero così profonda netta e datata, per quale motivo in tutto questo tempo non c’è mai stato il ritiro dei “suoi” consiglieri comunali? Oppure si sta provando a scaricare anche loro?
È un po’ una palese contraddizione: non ci si può professare alternativi a parole se poi, nei fatti, i propri rappresentanti rimangono ben saldi all'interno del perimetro che sostiene e tiene in piedi questa stessa Amministrazione.
Mentre altri si muovono nell’ambiguità di personalismi elettorali, noi — nati come progetto civico ma in cui io porto con coerenza la mia identità e i miei ideali politici, sia chiaro— rivendichiamo con orgoglio la nostra linea: crediamo fermamente che il percorso iniziato cinque anni fa sia ancora pienamente attuale. Lo è nell’alveo del suo perimetro politico, nei suoi contenuti programmatici e nelle persone. Parlo sia di chi oggi è dentro e continua a lavorare con costanza e coerenza, sia di chi purtroppo è rimasto fuori, come di chi già vuole e ne vorrà parte in futuro.
Avetrana non ha bisogno di formule ambigue o di posizioni comode di chi prova a tenere il piede in due scarpe, restando aggrappato alla maggioranza ma dichiarandosi già all'opposizione per fini elettorali. Chi si candida a guidare il paese ha il dovere della trasparenza totale.
Io, insieme ai cittadini, aspetto risposte concrete. Sempre che ce ne siano.
Noi siamo qui, come sempre, a disposizione e pronti al dialogo».

