domenica 13 settembre 2026


12/09/2026 16:45:43 - Manduria - Attualità

«Considero le motivazioni giuridiche e organizzative addotte bizzarre e pretestuose»

Progetto “Manduria capitale italiana della cultura”: ecco le precisazioni del consigliere Ferdinando Arnò.

«Voglio spiegare una cosa a chi pensa che la mia proposta sia stata respinta perché conteneva soltanto musica: non è così.
La nota del sindaco esclude espressamente una valutazione del valore artistico delle idee. E al sindaco quella proposta piaceva molto. Anche questo va ricordato.
Nella proposta c’è soprattutto il resto: paesaggio, formazione, cinema, danza, arti visive, luoghi da restituire alla vita della città. Ridurla a un elenco di musicisti significa farne scomparire la parte più importante.
Considero le motivazioni giuridiche e organizzative addotte bizzarre e pretestuose. Mi si chiede di mettere a disposizione la mia rete professionale, poi quelle stesse relazioni diventano un problema. E comunque conoscere e coinvolgere un artista non significa che quella persona dipenda da me! Gli eventuali impegni sarebbero regolati da contratti, con responsabilità e obblighi definiti.
Tra l’altro avevo già coinvolto esponenti politici, università e associazioni. L’Amministrazione ne era al corrente. Eppure, per quanto mi risulta, il lavoro operativo necessario per costruire la candidatura non è stato ancora avviato o, perlomeno, nessuno mi ha informato. Il che sarebbe ancor più grave.
Il mio profilo social è il modo più diretto per tenere informati i cittadini su quello che faccio e sugli ostacoli che incontro. Quando dall’altra parte trovo un muro di gomma, rendere pubblici i fatti diventa ancora più necessario. Il silenzio dell’Amministrazione non può diventare anche il mio.
E considero profondamente sbagliato parlare di Capitale della Cultura mentre si ammettono circhi con animali, si spendono soldi in fuochi d’artificio, si progettano partite di pallone su spiagge da tutelare  e si ricorre a comunicazione e musiche generate dall’intelligenza artificiale.
Poi invece una rassegna come VentiEventi, realizzata con una spesa ridicola e un grande riscontro di pubblico, incontra ostacoli persino nei pagamenti. Alcuni fornitori vengono pagati, altri restano in attesa, senza che mi siano state spiegate le ragioni di queste differenze. Considero questo comportamento un boicottaggio della rassegna e una mancanza di rispetto verso chi ci ha lavorato. Quelle persone devono essere pagate.
Sono scelte che riportano Manduria indietro, mentre dovremmo proiettarla in un futuro di bellezza. La cultura comincia anche dal rispetto dei luoghi, delle persone e del loro lavoro.
Presenterò la proposta nella sua interezza in una conferenza stampa martedì sera e risponderò alle domande, anche sulle contestazioni. Chi vuole capire avrà gli elementi per farlo. Una proposta si può discutere, criticare, respingere. Prima, però, bisogna leggerla tutta, anche chi sarà contrario, a prescindere per dispetto
».