Nella ventesima edizione de La Notte di San Martino, il riconoscimento ai Sud Sound System, il gruppo che ha fatto del dialetto salentino una lingua musicale riconosciuta dalla Giamaica al Nord Europa. Sul palco anche i Mundial e Papa Leu Selecter

Il 7 novembre, Milano si accende con una grande festa in onore dei Sud Sound System. All'Alcatraz i musicisti riceveranno il Premio alla Carriera per i trentacinque anni di un percorso che ha trasformato il dialetto salentino in una lingua musicale riconosciuta ben oltre i confini regionali. Il Premio alla Carriera ai Sud Sound System sarà consegnato nel corso della ventesima edizione de La Notte di San Martino, la festa che da vent'anni riunisce a Milano la comunità pugliese e salentina.
Il Premio arriva nell'anno in cui i due anniversari si incontrano. I 35 anni dei Sud Sound System e i 20 anni de La Notte di San Martino raccontano una storia sola: quella di un’appartenenza forte, di radici che non tradiscono e di una lingua che nessuno aveva pensato di esportare.
“Vent'anni fa abbiamo aperto una botte di vino nuovo in una città che non era la nostra. Oggi premiamo qui all’Alcatraz di Milano, chi ci ha insegnato che non c'è bisogno di tradursi per farsi capire. Il dialetto non è il contrario del mondo: è il contrario dell'anonimato.” ha sottolineato Gianni Orlandi, promoter dell’iniziativa, salentino che vive e lavora nella finanza a Milano.
Milano non è una scelta qualsiasi. Qui i salentini e pugliesi fuori sede che amano le sonorità dei Sud sono tantissimi così come tanti sono anche i giovani che hanno imparato ad amare il Salento non solo per il suo mare e per le vacanze ma soprattutto per le vibrazioni e per l’energia delle sue sonorità.
Ma Milano ha anche un altro importante significato per questo Premio: il primo concerto dei Sud Sound System fuori dal Salento si tenne, infatti, proprio a Milano, al Leoncavallo, il 21 gennaio 1989, due anni prima del disco d'esordio. Trentasette anni dopo la band torna nella città che ospita la più numerosa comunità pugliese e salentina d'Italia, davanti a un pubblico che quel percorso, partire dal Sud, arrivare al Nord, non lasciare a casa la propria lingua, in gran parte l'ha vissuto di persona.
35 anni di Sud Sound System. Dal Salento al resto del mondo
All'inizio il dialetto non era una strategia, era la lingua in cui quei ragazzi, innamorati dei ritmi reggae, parlavano tra loro, nelle dance hall improvvisate prima in casa e poi nelle campagne, tra i frantoi abbandonati e i quaranta gradi d'agosto. Cantare in italiano o in inglese avrebbe rotto quella confidenza. Nessuna radio, all'epoca, era disposta a scommettere su un reggae in salentino.
Nel giugno del 1991 i Sud Sound System esordiscono con un 12 pollici, “Fuecu” / “T'a sciuta bona”, cantato in salentino su ritmi arrivati da Kingston.
Il paradosso è che la lingua più locale possibile si è rivelata la più esportabile. Nel 2016 i Sud Sound System portano il salentino in Giamaica, ospiti di Richie Stephens; l'anno successivo salgono sul palco del Reggae Sumfest, una delle vetrine più importanti del reggae mondiale. Il dialetto di una provincia del Sud Italia arriva a casa del reggae e non ha bisogno di essere tradotto.
È la dimostrazione più netta di una cosa che chi organizza concerti sa da sempre: la musica arriva prima delle parole. Un pubblico che non capisce una sillaba di salentino riconosce comunque il ritmo, la cadenza, l'intenzione. Nandu Popu, Don Rico e Terron Fabio hanno costruito un suono in cui reggae e raggamuffin incontrano la pizzica e il tamburello, e hanno fatto del dialetto non un limite geografico ma una firma riconoscibile ovunque.
Nei testi dei Sud Sound System sono passati l'ambiente, il lavoro, i diritti sociali, la salute pubblica, la difesa del territorio: la musica come racconto e come presa di posizione, mai solo come intrattenimento. È il motivo per cui la loro esperienza è finita nei documentari e negli studi universitari prima ancora che nelle classifiche, e per cui una generazione di musicisti pugliesi li considera un punto di partenza.
E siamo al 2026 quando arriva il nuovo singolo “Salento Sound”, prodotto con Kybba e con l'olandese Kalibwoy. “Salento Sound” è un pezzo scritto in salentino e costruito fra la Puglia e il Nord Europa, che è poi la tesi di tutta la carriera del gruppo messa in pratica un'altra volta.
Un anniversario indimenticabile, per i Sud Sound System, con oltre cinquanta date in Italia e all’estero e, ad ottobre prossimo, anche l’attesissima raccolta celebrativa.
Una serata da vivere fino all’ultima nota
L’Alcatraz di Milano è un luogo iconico, che ha visto passare nomi nazionali e internazionali della scena musicale mondiale. In questa cornice straordinaria si aprirà la serata del 7 novembre 2026 a partire dalle 19.30.
Ad aprire la serata, alle 21, i Mundial, progetto nato nel 2020 dai musicisti salentini Carmine Tundo, Roberto Mangialardo e Alberto Manco. Pizzica, taranta e sonorità mediterranee incrociate con l'elettronica: mandolini, tamburelli e tammorre montati su pattern ritmici costruiti campionando i suoni del paesaggio pugliese. Alle spalle due album, "Scercule" e "Culacchi", un'intensa attività live in tutta Italia e date in Francia, Svizzera e Albania.
E se i Sud Sound System raccontano trentacinque anni di tradizione portata nel mondo, i Mundial mostrano cosa succede a quella stessa tradizione quando la prendono in mano i musicisti arrivati dopo. All'Alcatraz le due cose stanno una accanto all'altra: è esattamente il senso di una festa che compie vent'anni.
Alle 22 saranno i Sud Sound System a scendere in pista per l’attesissimo concerto milanese.
Completerà la line-up Papa Leu Selecter, storico dj e compagno di palco dei Sud Sound System.
Alle 23 si aprono le porte della discoteca e la festa prosegue con DUEMILAZ, il party dedicato al pop, alla dance e alle hit degli anni Duemila fino a tarda notte.
Una grande festa prima ancora che un concerto
La Notte di San Martino nasce dalla tradizione contadina che l'11 novembre apre le botti del vino nuovo. A Milano quella tradizione è diventata un rito urbano, ininterrotto da vent'anni: degustazioni di vino novello, friselle, focacce e prodotti tipici pugliesi e poi la musica fino a notte fonda. Il pubblico da tempo non è più solo pugliese: alla festa arriva chi il Salento ce l'ha nel sangue e chi l'ha scoperto in vacanza, e la differenza si perde intorno alla seconda frisella.

