«Se chi governa la sanità territoriale non garantisce l’incolumità minima del personale in servizio, il sindacato utilizzerà ogni strumento di lotta a disposizione per fermare questa spirale»

Nessuna ulteriore proroga di fronte al silenzio istituzionale: la Uil Fp Taranto è pronta ad aprire formalmente lo stato di agitazione di tutto il personale del SET 118, aprendo la strada al blocco delle attività e allo sciopero di categoria se Regione Puglia e Asl Taranto non disporranno subito misure stringenti a tutela dei soccorritori.
L’atto di forza sindacale arriva dopo l’ultimo grave episodio ai danni di un equipaggio di emergenza, culminato nel danneggiamento violento di un’ambulanza con vetri in frantumi e portiere divelte durante un intervento sul territorio. Un raid che conferma l’escalation di insicurezza in cui operano quotidianamente medici, infermieri e autisti soccorritori.
«Non siamo più disposti a redigere comunicati di rituale condanna o a raccogliere attestati di solidarietà che lasciano la situazione immutata», dichiarano il segretario generale territoriale della Uil Fp Taranto, Giovanni Maldarizzi, e il responsabile organizzativo, Vincenzo Palmieri. «Chi sale a bordo di un mezzo di soccorso per salvare vite umane non può essere trasformato in un bersaglio impunito. Se chi governa la sanità territoriale non garantisce l’incolumità minima del personale in servizio, il sindacato utilizzerà ogni strumento di lotta a disposizione per fermare questa spirale».
Per scongiurare il conflitto sindacale, la sigla richiede l’attivazione immediata di un tavolo operativo e l’introduzione di dotazioni concrete:
- Introduzione e autorizzazione all'uso di body cam e dispositivi di panicbutton collegati alle centrali operative.
- Protocolli operativi vincolanti di raccordo e scorta tempestiva con le forze dell'ordine nei contesti ad alto rischio.
- Dotazioni individuali di sicurezza per tutto il personale operativo.
«La responsabilità dell'immobilismo ricade direttamente sui vertici della Direzione Strategica dell'Asl e sulle scelte regionali», concludono Maldarizzi e Palmieri. «Non aspetteremo la tragedia annunciata per far valere i diritti del comparto: o arrivano subito atti deliberativi e protocolli operativi, o la protesta paralizzerà il servizio nelle forme consentite dalla legge».

