L’albo, firmato da Maurizio Colombo alla sceneggiatura e Giuseppe Baiguera ai designi, è ambientato in un Salento fittizio dove sono però riconoscibili tracce di paesi come Mesagne, Oria e Manduria negli anni Novanta

Dopo un passaggio in formato volume in libreria, torna nella versione “giornaletto” da banco «Nella perfida terra di Dio», graphic-novel che la Sergio Bonelli (la casa editrice di Tex, Zagor e Dylan Dog) ha tratto dal più noto dei romanzi dello scrittore manduriano.
L’albo, firmato da Maurizio Colombo alla sceneggiatura e Giuseppe Baiguera ai designi, è ambientato in un Salento fittizio dove sono però riconoscibili tracce di paesi come Mesagne, Oria e Manduria negli anni Novanta. La storia vede protagonista Tore Della Cucchiara - un ex pezzo grosso della Sacra Corona Unita - fare ritorno al paese natale dopo anni di esilio, assetato di vendetta. Come sarà accolto dai suoi due figli che l’hanno disconosciuto? E come sconfiggerà il nuovo signorotto del paese, una volta suo sodale e migliore amico? Tra vecchi indovini che s’improvvisano guaritori, suore ammaliate dal potere e i miasmi dell’industria siderurgica più grande d’Europa che inveleniscono i destini, il fumetto racconta una terra senza speranze in cui l’unica luce capace di illuminare il futuro sarà l’innocenza dei più giovani.
Una storia cruda e ritmata dove la tensione resta altissima dalla prima all’ultima tavola lasciando però lo spazio anche a momenti elegiaci, sognanti e ironici. Una gangster story che invece di essere ambientata nel Bronx si muove tra le miserie del Sud italiano meno noto e celebrato in omaggio alla tradizione realista tipica di tanta letteratura meridionale. Nessuna cartolina oleografica né santini da rivendere ai turisti: solo una terra magnifica e terribile, una terra in cui brutto e bello convivono stridendo per generare sia orrore che atti di estrema (e preziosissima) nobiltà.

