martedì 03 novembre 2026


03/11/2026 15:54:46 - Manduria - Attualità

La storia di un legame antico che merita di essere riscoperto in occasione della festa del 4 novembre

Ci sono pagine della storia cittadina che rischiano di scivolare nell’oblio, pur conservando un valore importante per l’identità di una comunità. Una di queste riguarda san Carlo Borromeo, figura legata a Manduria, l’antica Casalnuovo, non soltanto dalla devozione religiosa, ma anche da una precisa vicenda storica.
Il 21 aprile 1565, un procuratore prese possesso di Casalnuovo in nome del cardinale Carlo Borromeo, nell’ambito delle vicende feudali del Marchesato di Oria. Il legame con il territorio fu breve: nel 1568 il feudo venne ceduto. Eppure, la memoria di quel passaggio rimase nella comunità locale.
Secondo le ricostruzioni storiche richiamate da Giuseppe Pio Capogrosso, nel 1630 san Carlo fu scelto come patrono e protettore di Casalnuovo. Una data significativa, da leggere nel contesto della fama di santità del cardinale e del ricordo della sua signoria sul territorio.
Le tracce di questa devozione sono ancora visibili nel patrimonio religioso della città. Nella chiesa dell’Immacolata si conserva una statua lignea secentesca del santo, già venerata nell’antica Collegiata. Le fonti storiche ricordano inoltre un altare a lui dedicato e reliquie legate al suo culto, testimonianze di una venerazione che in passato ebbe un ruolo importante nella vita cittadina.
A ricostruire questa vicenda è stato Giuseppe Pio Capogrosso nel saggio «S. Carlo Borromeo, storia di un santo patrono dimenticato», pubblicato sul Nuovo Monitore Napoletano il 4 novembre 2019. Il suo lavoro richiama l’attenzione su una figura che, pur lasciando segni tangibili nella storia e nell’arte di Manduria, è progressivamente passata in secondo piano nella memoria collettiva.
Il 4 novembre, giorno in cui la Chiesa celebra la memoria liturgica di san Carlo Borromeo, rappresenta un’occasione speciale per riportare l’attenzione su questo antico legame con Manduria. La ricorrenza non è soltanto un momento di devozione, ma anche un invito a riscoprire una tradizione che fa parte della storia religiosa e civile della città.
Il programma liturgico:
Mercoledì 4 novembre – Festa di San Carlo Borromeo
chiesa dell'Immacolata
- Ore 17:30 – Santo Rosario.
- Ore 18:00 – Celebrazione Eucaristica presieduta da Padre Angelo, Passionista.
Questa ricorrenza può diventare uno stimolo a una rinnovata partecipazione e a un interesse più vivo verso il patrimonio storico, artistico e religioso manduriano.
Ricordare san Carlo non significa soltanto rendere omaggio a un santo, ma anche riconoscere il valore delle testimonianze che attraversano i secoli. Perché la memoria di una comunità si custodisce riscoprendo le proprie radici e trasmettendole alle nuove generazioni.

 

Per gli spunti storici: Giuseppe Pio Capogrosso, «S. Carlo Borromeo, storia di un santo patrono dimenticato», Nuovo Monitore Napoletano, 4 novembre 2019.

Francesco Caraglia