«Il Partito Democratico di Manduria ha bisogno di ritrovare unità, credibilità e capacità di proposta. Questo obiettivo può essere raggiunto soltanto attraverso il confronto, l'inclusione e il rispetto delle diverse posizioni politiche presenti al suo interno»

Riceviamo, e pubblichiamo, l’intervento del consigliere comunale Dino Filoni. Ecco il testo.
«Ho letto le dichiarazioni rilasciate dal commissario cittadino Massimo Serio all'indomani delle elezioni Comunali e ritengo necessario fare alcune precisazioni.
Dopo una sconfitta elettorale così significativa, sarebbe auspicabile che chi è chiamato a guidare il partito in una fase delicata svolgesse innanzitutto un ruolo di ricomposizione e di unità. A mio avviso, il compito di un commissario dovrebbe essere quello di ricostruire il dialogo all'interno della comunità democratica, favorire il confronto tra le diverse sensibilità e creare le condizioni per una ripartenza condivisa. Continuare invece ad alimentare contrapposizioni e divisioni rischia di approfondire una frattura che ha già prodotto effetti negativi sul piano politico ed elettorale.
Sono convinto che la ricostruzione del Partito Democratico non possa basarsi sull'esclusione di quanti, pur non condividendo il percorso politico indicato dalla segreteria provinciale, continuano a rappresentare una parte importante della storia e della base militante del partito. Un partito diviso non può essere forte né credibile agli occhi degli elettori. Per questo motivo ritengo necessario avviare una fase nuova fondata sul rispetto reciproco e sulla partecipazione, evitando logiche di appartenenza o di contrapposizione interna.
Se oggi il Partito Democratico di Manduria si presenta profondamente diviso, credo sia doveroso riconoscere che una parte delle responsabilità ricade anche sulla gestione della fase preelettorale. L'incapacità di costruire un percorso realmente inclusivo e di tenere insieme le diverse sensibilità presenti nel partito ha favorito l'allontanamento di numerosi iscritti che non si sono riconosciuti nelle scelte imposte dall'alto. È in questo contesto che maturano la mia candidatura e quella di Gianluca Dinoi in liste civiche: una conseguenza politica di una gestione che ha privilegiato lo scontro al confronto e che non è riuscita a ricomporre differenze che avrebbero dovuto essere affrontate attraverso il dialogo.
Destano inoltre stupore le affermazioni relative alle presunte “tessere farlocche”. Le tessere del circolo sono state regolarmente sottoscritte dal cassiere e dal segretario del circolo e successivamente validate dagli organismi competenti del partito, compresa la Commissione Provinciale di Garanzia. Mettere oggi in discussione la validità di quel tesseramento significa contestare procedure che il Partito Democratico stesso ha riconosciuto e certificato attraverso i propri organismi ufficiali.
Non condivido nemmeno il giudizio espresso nei confronti dell'ex segretario cittadino. Se davvero, come sostenuto dal commissario, egli ha subito continue incursioni e condizionamenti interni, ciò impone una riflessione sulla sua effettiva capacità di esercitare il ruolo di guida politica del partito. Un segretario che si lascia costantemente condizionare difficilmente può essere considerato un riferimento autorevole per una fase di rilancio e ricostruzione.
Il risultato elettorale impone a tutti una seria autocritica. Attribuire le responsabilità esclusivamente a una parte del partito o individuare presunti colpevoli interni non aiuta a comprendere le ragioni della sconfitta né a recuperare il rapporto con gli elettori. Al contrario, è necessario aprire una riflessione ampia e sincera che coinvolga l'intera comunità democratica.
Il Partito Democratico di Manduria ha bisogno di ritrovare unità, credibilità e capacità di proposta. Questo obiettivo può essere raggiunto soltanto attraverso il confronto, l'inclusione e il rispetto delle diverse posizioni politiche presenti al suo interno. La sfida che ci attende non è quella di stabilire chi debba essere escluso dal percorso futuro, ma di costruire le condizioni affinché tutte le energie disponibili possano contribuire alla rinascita di una forza politica che torni a essere punto di riferimento per la città.
Lo spirito che deve guidarci è quello di un partito aperto, plurale e capace di valorizzare ogni contributo. Solo così sarà possibile ricostruire una comunità politica forte e credibile, all'altezza delle aspettative dei cittadini e dei valori fondanti del Partito Democratico».
Dino Filoni

