MANDURIA – Una storia d'amore nata fra due pazienti nel reparto di Oncologia del “Giannuzzi”
  • giovedì 09 aprile 2026

MANDURIA – Una storia d'amore nata fra due pazienti nel reparto di Oncologia del “Giannuzzi”

15/12/2018 15:25:15 - Manduria - Attualità

In un luogo in cui i sogni di tanti svaniscono lentamente svaniscono, , può nascere anche il sentimento in un periodo difficile: il tempo della malattia

 

Non una favola o la trama di un film, ma una storia d’amore vera nata fra due pazienti del Servizio di Oncologia del “Marianna Giannuzzi” di Manduria. In un luogo in cui i sogni di tanti svaniscono lentamente svaniscono e in cui tutti i pazienti, supportati da un’equipe medica sempre sensibile ad ogni dramma personale, si aggrappano con le unghie alla speranza di vincere un male a volte incurabile, può nascere anche il sentimento in un periodo difficile: il tempo della malattia.

Maria e Giuseppe (nomi di fantasia per tutelare la privacy di questa nuova coppia) si sono conosciuti nella sala d’attesa e negli ambulatori dell’Oncologia del nosocomio manduriano. Prima una semplice amicizia, comunque tanto naturale quanto indispensabile non solo per alleviare il trauma della diagnosi, ma anche per condividere le paure e le difficoltà delle cure. Un modo per darsi reciprocamente coraggio per attraversare e superare la malattia.

La voglia di guardare insieme oltre questa malattia subdola, per vincerla facendo affidamento non solo sulla competenza di medici e infermieri di questo reparto, ma sull’aiuto e sul sostegno, in particolare questo psicologico, reciproco. Insieme per sopportare il dolore della chemioterapia, ma insieme anche per riconquistare il sorriso perduto e la speranza.

Giorno dopo giorno, l’amicizia si è trasformata in amore: dai sorrisi alle carezze, dalla gioia agli abbracci, sino alla felicità che in alcuni momenti fa dimenticare anche il dolore della battaglia che si combatte ogni giorno o l’ansia dei risultati degli esami. Un amore non nascosto quello fra Maria e Giuseppe, che hanno voluto condividere la loro felicità con tutta l’equipe del Servizio di Oncologia (diretta dal dott. Cosimo Brunetti) e con tutti gli altri pazienti. Per loro è stata organizzata una festa: bando all’ansia e fiducia nella possibilità di “ritornare a vivere”.

Un malato oncologico sa benissimo che una volta finite le terapie ci potrebbe essere, nascosto da qualche parte nel suo corpo, un cecchino silenzioso pronto a colpirlo. Per questo si ama più intensamente, si vive con più passione.

La passione che ha unito Maria con Giuseppe, che hanno iniziato ad assaporare ogni minuto e ogni dettaglio della loro vita, profondamente consapevoli e felici del loro amore.

 





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