Arcelor Mittal – Peacelink: «Proroga Aia al 2025 mossa disperazione»
  • giovedì 02 aprile 2026

Arcelor Mittal – Peacelink: «Proroga Aia al 2025 mossa disperazione»

05/03/2020 09:59:29 - Provincia di Taranto - Attualità

Marescotti: «Come farà il governo a dimostrare che da qui in poi non vi saranno vittime in questo prolungarsi del percorso di messa a norma degli impianti?»

 

«Il governo, nel suo tentativo di evitare l’implosione dell’Ilva, gioca la sua ultima carta, quella che potremmo definire la carta della disperazione: l’accordo di ieri prefigura una nuova Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) che sarà protratta fino al 2025. Come farà il governo a dimostrare che da qui in poi non vi saranno vittime in questo prolungarsi del percorso di messa a norma degli impianti?».

E’ quanto denuncia il presidente di Peacelink Alessandro Marescotti commentando la bozza di accordo tra commissari dell’Ilva in As e ArcelorMittal per la gestione del polo siderurgico tarantino.

«L’accordo - aggiunge l’ambientalista - prevede tale proroga nonostante la Viias (Valutazione Integrata di Impatto Ambientale e Sanitario) certifichi la pericolosità degli impianti in funzione che causano un rischio sanitario “non accettabile” agli attuali livelli produttivi di 4,7 milioni di tonnellate/anno di acciaio. Come si potrà garantire un rischio sanitario accettabile prospettando un aumento della produzione da 4,7 a 8 milioni di tonnellate/anno di acciaio?».

La prospettiva è «che ArcelorMittal - afferma Marescotti - vada via da Taranto pagando una penale da 500 milioni», ma «quale vecchio cliente preferirebbe ordinare acciaio ai commissari del ministro pentastellato Patuanelli e non al ben più solido Mittal? Solo chi si fa illusioni può pensare che l'accordo che verrà firmato oggi apra le strade ad un roseo futuro per i lavoratori di Taranto».

Il governo, conclude Marescotti, «usa la parola green ma il futuro di Taranto è nero. Nel piano si legge che la nuova Aia dovrà includere un parere favorevole di compatibilità sanitaria oppure l'esito positivo di una procedura di valutazione del danno sanitario, ove richiesto. I dettagli sono essenziali. Oggi la legge non richiede una valutazione del danno sanitario. Peacelink - conclude Marescotti - si opporrà in ogni sede a questo piano nefasto che contrasta con il diritto alla salute e alla vita e che, ancora una volta, viola i diritti umani di un'intera popolazione».

 





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