21/07/2011 08:25:00 - Manduria - Appuntamenti

Un grande contenitore di cultura e di arte: il programma

 
Da capasone a capasuoni, da contenitore simbolo della mediterraneità per eccellenza delle primizie della terra del mondo contadino, a contenitore calembour di cultura e di arte per gli amanti del folk e della cultura non da talk show.
Si pone al limite di due mondi e di due tempi, questo antico oggetto della civiltà contadina, interprete muto privilegiato nel mezzo di un mondo tra il mitico da dèjà vu, e lo sterile elemento decorativo di una società che si libera del Kistch, recuperandolo poi con quel cipiglio borghese dell’antico è meglio. Capace di conservare il vino novello, capace di contenere l’intenso programma di Naturalmente a sud, l’associazione ONLUS no profit di casa nostra, impegnata a recuperare ciò che a fatica si strappa dal potere del mordi e fuggi dell’high-tech.
Undici date undici, un lungo festival in questa estate da temperature hot nel cuore dell’anno, dal 21 di luglio al 26 di agosto, da dedicarsi alla caccia dell’artigianato della musica, e dell’arte a tuttotondo formato famiglia, non da consumarsi preferibilmente entro, ma da assaporare giorno dopo giorno, riappropriandosi di spazi e tempi dedicati alla riflessione, all’osservazione di tecniche della manipolazione di materiali e soprattutto della parola e del suo uso paziente.
Trasversale per genere e proposte, Capasuoni raccoglie il meglio della produzione culturale sommersa, meno conosciuta e meno commerciale, per finalità e risonanza compresa e compressa tra il Circo abusivo del folk sperimentale, le Risonanze folk, il teatro di figura di Renato Curci, dei Gitanes, della Piccola Compagnia Instabile, dell’etno popolare salentina di Nachiru, dell’acustico popolare, ma non pop di Carneigra, del celtic sound dei Va’fanfolk, della mostra estemporanea di Sergio Scarcelli, del recital concerto di Shana Tova, per finire con l’inno al mondo dei bimbi della Piccola Compagnia dei burattini.
Come dire, nel solco della tradizione e di un modo di intendere la vita da cui scaturisce il lifestyle di Naturalmente a sud, che risulta originale già nella scelta della location, la Fattoria del Noce, presso contrada Marroco, a Manduria, per fare della natura il palco ideale in cui coniugare suoni e sensi, emozioni da percorsi didattici dell’artigianalità del genio umano, nei suoi aspetti più intimi e profondi, una sorta di attitudine a scavare nel senso delle cose e delle scelte.
Un progetto unpopular nel senso commerciale del termine, che non conosce brand o trend, o il marketing spietato del Diavolo veste Prada, dei tagliatori di teste alla George Clooney, che non respira i suffumigi della droga delle coscienze arrese, ma che promuove solidarietà sociale, commercio equo-solidale, il consumo critico sano delle risorse, non più inesauribile del pianeta, il rispetto di popoli e culture, senza l’ossessionante zavorra del politicismo e del burocratese dagli obiettivi impossibili, per una visione più a portata di mano, di realistica e concreta accoglienza, di attenzione ai bisogni del viandante che si incontra.
Un grande contenitore, un cilindro forse poco magico, per un palinsesto da intenditori coi baffi, tortuosi per molti, incomprensibili per tanti, fissati per il resto, sulle tracce di un pellegrinaggio tipicamente estivo. Gusto e sapore, colore e senso, sensualità e passione, ritmo e melodia sono la map road degli archeologi della tradizione dello stivale d’Italia, di quelli che vogliono cantare per ascoltare ed ascoltarsi, per frantumare le parole e le tecniche espressive del creare libero, all’ombra del monetizzare tutto e sempre, sottraendo dal dimenticatoio del pensiero surgelato low cost, le origini e le radici della nostra storia e del nostro esistere.
Controvento, insensibili al canto delle sirene, le iniziative di Capasuoni vogliono essere un diciamocelo davvero con sentimento, cercando e cercando nel Dadadà dei nostri borghi ed anfratti, sicuramente meno noti, decisamente non da share, nemmeno a dirlo forse non da grandi numeri, da proporre agli amici quando l’offrire oltre, per dire che….diventa il biglietto di congedo di fine estate che ci vede più ricchi , e perché no, magari più soddisfatti….. e rimborsati.
 
Mimmo Palummieri


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