30/09/2016 14:35:35 - Provincia di Taranto - Attualità

Monica Zanzarella, questo il suo nome, ha recentemente tenuto questo corso insieme agli operatori di “IsraAid”, la struttura israeliana (considerata fra le migliori al mondo, che opera in collaborazione con l'Università di Tel Aviv e Università di Haifa

 
Una ricercatrice di San Marzano, appartenente all’Ecole Universitaire Internationale, fra i docenti formatori degli operatori della polizia locale di Roma Capitale, che sono stati impegnati nelle zone colpite dal terremoto.
Monica Zanzarella, questo il suo nome, ha recentemente tenuto questo corso insieme agli operatori di “IsraAid”, la struttura israeliana (considerata fra le migliori al mondo, che opera in collaborazione con l'Università di Tel Aviv e Università di Haifa e che sono impegnati nelle maggiori emergenze nel mondo in aree di crisi e di ricostruzione e riabilitazione.
Zanzarella (co-autrice insieme a Sabrina Magris, Lucia Falchini, Francesca Fanti e Martina Grassi del libro “La comunicazione strategica applicata all’emergenza”) si è occupata, nello specifico, di spiegare agli operatori gli stati emotivi che per primi vengono ad affrontare se, per la prima volta, si trovano a dover operare in zone terremotate.
Nei giorni precedenti al corso Monica Zanzarella, insieme alla presidente di Ecole Universitaire Internationale, Sabrina Magris, aveva effettuato un sopralluogo nelle zone colpite dal terremoto.
«Siamo state nella “zona rossa” di Amatrice e abbiamo visto scene che richiamano la guerra: macerie, distruzioni, gli occhietti spaventati dei più piccoli e tanto dolore da parte della gente del posto» racconta Monica Zanzarella. «Una tragedia che si poteva evitare, se è vero, come è vero, che alcune abitazioni sono rimaste in piedi. Con le accortezze giuste, si sarebbero evitate molte vittime».
A lei e agli altri docenti del corso il compito di preparare gli operatori che intervengono nelle prime ore dopo la catastrofe.
«Non è semplice come potrebbe sembrare: ti ritrovi in posti che mai avresti immaginato di trovare» fa presente Monica Zanzarella. «Serve, quindi, un preventivo supporto psicologico anche per chi interviene. Direi una corazza dura, per essere in grado di aiutare chi è in vita: in alcuni casi feriti, in altri casi gente che ha perso i propri cari, in altri casi ancora uomini e donne che hanno perso tutto ciò che avevano costruito nella loro vita».






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