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21/05/2019 11:12:34 - Manduria - Cultura

Finalmente, a distanza di oltre due anni dall’inizio delle ricerche, Giuseppe Pio Capogrosso ha ultimato l’acquisizione, presso gli archivi vaticani, della copia digitale dell’antico libretto del Digiuno dell’Immacolata messo all’Indice dei libri proibiti

 

Completata l’acquisizione dell’antico libretto del Digiuno dell’Immacolata.

Finalmente, a distanza di oltre due anni dall’inizio delle ricerche, Giuseppe Pio Capogrosso ha ultimato l’acquisizione, presso gli archivi vaticani, della copia digitale dell’antico libretto del Digiuno dell’Immacolata messo all’Indice dei libri proibiti.

Una prima notizia del ritrovamento era stata data dalle pagine della testata locale Manduria Oggi con un articolo del 31 luglio 2016 dal significativo titolo “Il probabile rinvenimento del libretto del digiuno dell’Immacolata stampato nel XVII secolo”.

«Circa tre anni fa, consultando l’Indice dei libri proibiti, era stata rintracciata la citazione di un volumetto di 80 pagine intitolato: “Gratie concesse da Maria N. Signora immacolata a molti divoti del digiuno perpetuo in pane & acqua in honore della sua purissima Concettione”, la cui circolazione era stata vietata con decreto della Congregazione dell’Indice. 

Nell’aprile dello scorso anno è stato trovato, materialmente, il documento nell’archivio romano della Congregazione per la Dottrina della Fede (ex Sant’Uffizio). Ma, in attesa di acquisirne copia, dubitavo ancora del fatto che potesse riguardare proprio il Digiuno dell’Immacolata nato a Manduria. Ciò soprattutto perchè dal contenuto della copertina, che era la sola ad essermi stata inviata in quel momento, risultava che il volumetto era stato stampato nel 1679 in una tipografia sita nella località laziale di Ronciglione, molto lontano dalla nostra città».

Invece, man mano che avveniva l’acquisizione delle copie digitali, il fatto che il testo messo all’indice si riferisse al digiuno manduriano trovava sempre più conferma. Giunti a questo punto della ricerca, sembra ormai certo che si tratti del famoso, introvabile “libretto” citato da Michele Greco e, fino ad oggi, mai rinvenuto.

«Sull’argomento lo storico locale scriveva negli anni 1950: “Quasi contemporaneamente all’inizio di questo libro [n.d.a. il Libro Magno del Digiuno che si trova nella chiesa della confraternita] furono dati alle stampe (dove? A Lecce o a Napoli) notizie sull’istituzione del Digiuno ed elenchi di iscritti, come risulta da questi accenni del manoscritto: a p. 17 “Terre notate dopo stampato il libretto” e a p.43 “Nota di terre e Casali venuti a essere aggregati a questa Santa Divotione dopo essersi ristampato il libretto nell’anno 1680” . Si augurava pure che il documento, prima o poi, fosse trovato.

Ora che l’acquisizione è stata completata, disponiamo dell’intero libretto (ottanta pagine), in copia digitale autorizzata dall’archivio vaticano. Auspichiamo che, al più presto, lo si possa dare alle stampe per renderlo fruibile agli studiosi ed alla cittadinanza» continua l’avv. Capogrosso. «Come piccola anticipazione, comunico che il volumetto è composto da una parte introduttiva che ripercorre le fasi della nascita del digiuno mandurino a pane acqua, da una seconda che descrive i “fatti prodigiosi” di molti devoti salvati dal pericolo dei fulmini. Sono pure riportati il breve di papa Clemente X e tre belle immagini xilografate, due dell’Immacolata ed una dell’Angelo custode.

Un doveroso ringraziamento va agli amici che hanno reso possibile quest’impresa: don Michele De Santis, che si è occupato con don Dario De Stefano delle ricerche nell’Archivio Vaticano, e mons. Franco Dinoi».

 









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