22/05/2019 11:40:48 - Sava - Attualità

Le indagini sono partite da un esposto del sindaco Iaia

 

La Guardia di Finanza, su richiesta della Corte dei Conti di Bari, ha sequestrato beni mobili e immobili per un valore di 950mila euro nei confronti di una società di riscossione, Ce.R.In. Srl, di Bitonto, ora in fallimento, e dei suoi due amministratori pro-tempore, Giuseppe Donato Colapinto e Grazia Fiore. Nel sequestro sono rientrati dodici immobili (11 fabbricati e un terreno) tra Bari, Bitonto e Giovinazzo, e disponibilità liquide.

La vicenda parte dalle indagini dei finanzieri di Manduria che avevano controllato la sottoscrizione di un contratto tra la società e il Comune di Sava per l'affidamento, fino al 31 dicembre 2015, del servizio di accertamento e riscossione di tasse come Ici, Tarsu (sulla pubblicità), e Tosap. Il contratto prevedeva che la Ce.R.In dovesse far confluire i versamenti dei contribuenti su quattro conti correnti intestati al Comune stesso, dopo aver trattenuto i propri compensi e aver trasmesso la documentazione idonea. Tuttavia, la società non aveva riversato al Comune 950mila euro. Pertanto è scattato il sequestro.

A far scattare le indagini fu un circostanziato esposto del sindaco di Sava Dario Iaia che si preoccupò anche di interrompere il contratto che legava la Ce.R.In al Comune. Gli atti furono inviati dalla Guardia di Finanza alla Procura di Taranto che poi li ha trasmessi per competenza alla Procura di Bari.



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