23/08/2019 08:11:53 - Manduria - Attualità

L’idea di unire il vino manduriano e quello veneto è di Bruno Vespa (azienda Futura) e di Sandro Boscaini (Masi Agricola)

Sarà stata la voglia di andare controcorrente sfidando etichette Doc, Igp e Docg. Sarà stato il desiderio di percorrere insieme la via coraggiosa e originale della sperimentazione che ha portato Masi Agricola, storica azienda oggi guidata da Sandro Boscaini e l’azienda agricola Futura di Bruno Vespa a produrre «Terregiunte - Vino d’Italia», un rosso rubino profondo che senza di loro non avrebbe mai visto la bottiglia.

«L’idea è stata di Bruno Vespa che ne ha parlato con il proprio enologo - ricorda Sandro Boscaini - e alla domanda con chi lo facciamo, ha detto Masi. Così abbiamo ragionato assieme a Bruno e ci è venuto in mente che vini pugliesi e veneti si amano. Del resto finora non esisteva un vino d’Italia, in grado di esprimere le caratteristiche di tutta la Penisola».

Nel 2016 dopo un lungo lavoro di ricerca da parte degli enologi Riccardo Cotarella, al terzo mandato come presidente di Assoenologi e copresidente di Union International des Oenologues, e Andrea Dal Cin vengono selezionati due grandi vini: il “Costasera” Amarone della Valpolicella Classico di Masi Agricola e “Raccontami” Primitivo di Manduria prodotto dalla cantina di Bruno Vespa.

«Dopo la vinificazione nei rispettivi territori sono stati messi in blend, hanno goduto della fermentazione malolattica e del successivo affinamento in botti di legni pregiati francesi come il rovere proveniente dal Massiccio centrale - continua Boscaini -. Oggi le bottiglie stanno continuando l’affinamento e saranno pronte per metà novembre. Sarà un qualche cosa di unico, un Fratelli d’Italia in bottiglia».

Un vino unico e in edizione limitata: nella prima annata di Terregiunte sono stata prodotte 13mila bottiglie oltre a 500 magnum. Il posizionamento sarà a un livello di prezzo medio-alto, intorno ai cento euro la bottiglia, considerando la rarità del prodotto e le potenzialità del lungo invecchiamento. La distribuzione verrà curata “alla pari” dalle due aziende: Masi esporta in 120 mercati mentre Futura in una ventina.



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