04/11/2019 10:21:12 - Manduria - Cultura

Si attende la nomina di personale di gestione e di direzione qualificato

 

Resta incerta la gestione della biblioteca “Marco Gatti” di Manduria. Dopo il pensionamento dei due validi funzionari che ne hanno retto sino a qualche mese fa le sorti (ovvero la dott.ssa Carmelina Greco e il dott. Gregorio Dinoi), si attende la nomina di un direttore preparato a guidare una biblioteca composta da circa 40.000 volumi, 165 cinquecentine, 9 incunaboli e numerosi manoscritti editi ed inediti.

Le associazioni culturali presenti hanno offerto, tempo fa, la disponibilità a collaborare, ma sinora nessuna decisione è stata assunta a tal proposito. C’è ora un dipendente incaricato di aprire e chiudere la biblioteca, ma è già successo che, qualora per un qualsiasi motivo (ferie, malattia, ecc.), non è in servizio, la “Gattiana” resta chiusa.

Già prima dell’estate (e dunque prima dei pensionamenti), la sezione di Manduria di Archeoclub aveva posto il problema.

«La nostra biblioteca, che è, è bene ricordarlo, una biblioteca storica, punto di riferimento per studiosi, non solo italiani, merita molta attenzione» fu rimarcato in una nota di Archeoclub. «E’ un bene culturale che deve essere tutelato ed affidato a persona competente».

Preoccupazioni che, successivamente, furono riprese anche dall’storico Gerard Delille, cittadino onorario di Manduria e già direttore di ricerca al Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi e direttore di studi a l’École des Hautes Études di Parigi. Delille è noto in città per aver studiato quello che può esserne considerato il documento/simbolo della “Marco Gatti”: il Libro Magno.

«La biblioteca “Marco Gatti” è una prestigiosa istituzione che, oltre ad avere raccolto e preservato importanti collezioni di opere letterarie, umanistiche e scientifiche, custodisce ricchi fondi di libri antichi e rari (incunaboli, cinquecentine) e di manoscritti di varie origini, alcuni unici e preziosi nonché rilevanti dal punto di vista scientifico, come il Libro Magno delle Famiglie» ricorda il prof. Delille. «È importante, da un punto di vista civile e culturale, che questa risorsa la cui eredità va preservata, incrementata e modernizzata guardando al futuro, resti a disposizione di tutta la comunità. Lanciamo per questo un appello a tutti i cittadini e alle autorità competenti perché assumano il compito della tutela, anche attraverso la presenza di un personale di gestione e di direzione qualificato, di questo patrimonio comune che sta al cuore del mondo scientifico locale, italiano ed europeo».

 



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