mercoledì 01 aprile 2020

13/02/2020 06:22:37 - Manduria - Cultura

L’intervento del caposervizio de “La Gazzetta del Mezzogiorno” Vincenzo Sparviero

Se il buon giorno si vede dal mattino, il centro culturale di formazione permanente “Plinio il Vecchio” si appresta a diventare una vera risorsa per questa città. Ha avviato la propria attività con una interessante prolusione: un dibattito su un tema sempre attuale: il ruolo del mondo dell’informazione nella crescita socio-culturale di una comunità.

Aperto dalle introduzioni del dott. Sammarco e del prof. Neglia, il dibattito è entrato nel vivo con la relazione di Vincenzo Sparviero, storica firma de “La Gazzetta del Mezzogiorno” e attuale caposervizio della redazione di Brindisi, nonché apprezzato e stimato operatore culturale.

Dopo essersi soffermato sulla figura di Plinio il Vecchio (al quale il centro culturale è stato intitolato), Vincenzo Sparviero ha disquisito sul linguaggio giornalistico e sulla “webbesseria”.

«E’ un neologismo che ho coniato io e che ho proposto all’Accademia della Crusca» ha spiegato Sparviero. «Non è riferito alle fake news, ma alle tante fesserie postate come commenti nei social. Come non dare ragione ad Umberto Eco quando sostenne che “i social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli“. Le “webbesserie” sono pericolose perché influenzano la gente».

Sparviero ha poi rimarcato la differenza fra il giornalismo realizzato dagli addetti ai lavori (che controllano e verificano le notizie prima di darle in pasto all’opinione pubblica) e l’informazione che circola attraverso il web.

Infine il riferimento all’importante ruolo svolto dalle testate locali.

Sin qui, per brevi cenni, il resoconto della prolusione inaugurale dell’anno 2019-20 del centro “Plinio il Vecchio”, “nato per iniziativa di alcuni amici amanti dell’essere e del sapere. Esso è lontano da ogni interesse politico e da ogni scopo di lucro.

Vuole essere una scuola di formazione umana, si rivolge a quanti abbiano desiderio di riprendere, coltivare, accrescere le proprie conoscenze; ha la scopo, altresì, di trasformare una crescita personale in un miglioramento della società intera.

Il processo formativo di un uomo è permanente, va sempre ripensato, esteso ad ogni fatto della vita sociale ed esterno; il centro Plinio il Vecchio persegue con costanza questi obiettivi”.

Gli incontri si tengono nel pomeriggio; essi sono accompagnati e completati da conferenze e va viaggi di istruzione sul territorio.



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