venerdì 14 agosto 2020

13/05/2020 11:20:46 - Sava - Attualità

La struttura semi-residenziale psichiatrica, gestita dalla coop “Nuova Luce”, in poco tempo ha rimodulato e adeguato il proprio operato, non interrompendo mai l’attività, sulla base delle necessità emergenti dell’utenza

Vicini alla propria utenza anche in questo periodo di emergenza per l’epidemia in atto.

Gli operatori sanitari del centro diurno “Phoenix” di Sava, una struttura semi-residenziale psichiatrica gestita dalla coop “Nuova Luce”, in poco tempo hanno rimodulato e adeguato il proprio operato, non interrompendo mai l’attività, sulla base delle necessità emergenti di un’utenza che presenta già di per sè ridotte capacità di affrontare e superare gli eventi stressanti, forti cambiamenti e periodi di difficoltà. Tutto ciò è stato possibile grazie al lavoro sinergico tra la coop appaltante, il centro diurno e Nunzio Bucci, direttore del Centro di Salute Mentale di Manduria, Giuseppina Muscolino, responsabile della Riabilitazione Psichiatrica, e Maria Nacci, direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Taranto.

«Gli operatori del centro diurno di Sava sono intervenuti immediatamente per rispondere alle richieste di supporto degli utenti nel reperire prima di tutto beni di prima necessità e farmaci, al fine di continuare le terapie, di ricevere sostegno psicologico ed emotivo, nella comprensione/applicazione delle nuove norme di distanziamento sociale e di utilizzo soprattutto dei dispositivi di protezione individuali» fa presente Sandra Di Cursi, coordinatrice del centro diurno “Phoenix”. «Ci si è attivati attraverso interventi domiciliari per rispondere a tali esigente, contatti con i familiari, con i MMG, i servizi sanitari e sociali al fine di consolidare la rete territoriale. Per favorire la continuità terapeutica e permettere agli utenti di conservare le abilità acquisite nel corso delle attività riabilitative e laboratoriali effettuate in struttura, gli operatori hanno consegnato personalmente agli stessi il materiale e gli strumenti utili per permettere il proseguimento di tali attività a domicilio. Alcune utenti hanno realizzato mascherine per tutto il personale e per i propri amici del centro diurno.

Giornalmente gli operatori hanno continuato a contattare telefonicamente tutti gli utenti per monitorare il loro stato di salute e offrire supporto nell’organizzazione delle attività quotidiane, come la cura di se stessi, dell’ambiente di vita, dei propri indumenti, la preparazione dei pasti e la loro consumazione. Ci si è attivati attraverso l’utilizzo di videochiamate con il gruppo degli utenti in modo da contrastare il senso di isolamento, di sconforto e di sfiducia che la situazione di emergenza ha generato nella popolazione, specialmente in chi già deve affrontare quotidianamente il disagio psichico.

Tramite l’istruttrice UISP Rita De Nitto che ha attivato un canale you-tube alcuni utenti sono stati coinvolti a continuare l’attività di ginnastica dolce».

Un gruppo di operatori composto dalla coordinatrice, vice coordinatrice e psicoterapeuta, svolgono giornalmente  attività domiciliare,nel corso delle quali si pianificano interventi in base al colloquio psicoterapeutico . Si è attivata una rete attraverso le quali vengono inviate le foto da parte degli utenti rispetto ai laboratori riabilitativi svolti a casa.

All’interno del centro diurno con le figure dell’assistente sociale e due tecnici per la riabilitazione psichiatrica, si è creata una centrale operativa che accoglie  le richieste degli utenti indirizzando la restante parte dell'equiè operante sul territorio.

I locali e il mezzo sanificati quotidianamente dagli Oss presenti in struttura.




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