martedì 19 gennaio 2021

30/12/2020 11:43:22 - Sava - Attualità

Michela, insignita dell’onorificenza al Merito della Repubblica Italiana “per il suo coraggioso gesto di denuncia delle condizioni di sfruttamento del lavoro giovanile”, lavora, seppur con un contratto a tempo determinato, al Giannuzzi di Manduria

Michela Piccione insignita dell’onorificenza al Merito della Repubblica Italiana “per il suo coraggioso gesto di denuncia delle condizioni di sfruttamento del lavoro giovanile”.

Fra i 36 cittadini italiani che si sono distinti per “atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel volontariato, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella promozione della cultura, della legalità e del diritto alla salute”, cui sarà conferita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la prestigiosa onorificenza, c’è anche Michela Piccione, 35 anni, lizzanese d’origine e ora residente a Sava. Alcuni anni fa ebbe il coraggio di denunciare lo stato di sfruttamento che lei e le sue colleghe, operatrici di un call center, subivano.

“Diplomata all’istituto tecnico chimico biologico, madre di due figli” è riportato nella motivazione. “Fino ad oggi non ha mai avuto un contratto a tempo indeterminato. Ha svolto vari lavori prima di arrivare al ruolo di centralinista in un call center a Taranto. Si rende conto da subito delle condizioni lavorative cui lei e suoi colleghi sono sottoposti, sfruttati per un compenso irrisorio. Trovata la forza, ha convinto altre 20 colleghe e denunciato alla SLC Cgil tutte le irregolarità riscontrate. In seguito alla denuncia la struttura è stata chiusa”.

La telefonata dalla segreteria del presidente Mattarella è arrivata nel primo pomeriggio dell’altro ieri.

«Hanno contattato dapprima mio marito, il quale ha inizialmente creduto che si trattasse di uno scherzo» racconta Michela. «Poi è arrivato un messaggio in cui mi invitavano a richiamare la segreteria del Presidente della Repubblica. Ho stentato a crederci anche io… Poi, dopo aver ricevuto la comunicazione ufficiale, sono scoppiata a piangere. L’emozione è tutt’ora molto forte: l’altra notte non sono riuscita a dormire. Mi è stato riferito che la consegna delle onorificenze avrà luogo, a Roma, non appena la pandemia lo consentirà. Avrò, insomma, l’opportunità di conoscere Mattarella…».

Ora Michela ha un contratto a progetto con un altro call center e, da fine novembre, è stata assunta, per tre mesi, come ausiliaria negli ambienti Covid del “Giannuzzi” di Manduria. Ma ha dovuto sospendere anche questo lavoro…

«Ho contratto anche io il virus (non so dove e come, francamente). Sto bene, ma sono in quarantena in attesa della negativizzazione. Nel nuovo call center (Planet Group) mi trovo benissimo: è la dimostrazione che anche in questo settore c’è gente seria. E’ chiaro, però, che ambisco ad una occupazione che mi garantisca una stabilità contrattuale. Sto partecipando a tanti concorsi e nel frattempo sono stata assunta come ausiliaria, per tre mesi, nell’ospedale Covid di Manduria. La possibilità che possa essere assunta a tempo indeterminato? Magari…. Ho un primario bravo e umano: il dott. Francesco Turco. Anche l’ambiente mi piace. Ora, però, sono in malattia».

Da Michela l’invito rivolto a tutti i lavoratori a non sottostare allo sfruttamento.

«Comprendo che, per molti, anche un modesto compenso possa servire per sbarcare il lunario. Ma non è giusto che i datori debbano calpestare i diritti dei lavoratori e non è vero che se si denuncia lo sfruttamento non si troverà più lavoro. Bisogna denunciare, solo così le cose possono cambiare».




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