lunedì 08 marzo 2021

28/01/2021 11:26:18 - Sava - Attualità

In un articolo pubblicato da Repubblica, la donna, che ha recentemente ottenuto il riconoscimento di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica, spiega la sua decisione

Dopo 18 anni di precariato e la denuncia di paghe da 33 centesimi l'ora in un call center di Taranto, Michela Piccione aveva ottenuto il riconoscimento di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica e un contratto a tempo indeterminato offerto dalla Tim. Ma ha deciso di rinunciare. Per la voglia di non sentirsi una privilegiata e di guardare in faccia con coraggio chi ha denunciato assieme a lei lo sfruttamento.
La notizia è stata riportata nei giorni scorsi dal quotidiano La Repubblica e poi postato nel profilo Fb della signora Michela.

«Quel posto a tempo indeterminato me lo sentivo stretto», spiega. «Non dovevo averlo solo io ma anche le altre quattro donne  che hanno avuto il mio stesso coraggio di denunciare». E aggiunge: «Sarei stata impiegata per otto ore al giorno, dalle 9 alle 17, nella sede di Taranto dell'azienda, a 40 minuti da casa. Ho ringraziato l'azienda per il bellissimo gesto, perché mi ha regalato un sogno, ma non volevo sacrificare ulteriormente attenzioni e tempo da dedicare ai miei figli».

«Avrei preferito non essere trattata da privilegiata e avrei voluto che quel posto fosse dato a qualcun altra magari senza vincoli familiari, ma con necessità economiche impellenti. Ho chiesto all'azienda di offrire quel posto a qualcuna delle colleghe che hanno denunciato con me, ma mi hanno detto che non era possibile».

Michela proseguirà col suo lavoro di addetta alla sanificazione dei reparti Covid dell'ospedale Giannuzzi di Manduria, con un contratto di tre mesi per conto della Sanitaservice.

«Sono contenta così - racconta - amo comunque il lavoro che faccio, il rapporto con i colleghi e i pazienti».






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