giovedì 23 settembre 2021

03/07/2021 10:14:39 - Sava - Attualità

La posizione del coordinamento del movimento “Una strada diversa” di Sava

«In questi giorni abbiamo appreso del contributo (tramite fondi stanziati dalla Regione) che l’Amministrazione comunale ha previsto per lo svuotamento dei pozzi neri e abbiamo letto le dichiarazioni trionfalistiche del primo vittadino sulla prossima soluzione della questione depuratore.

Sull’argomento vorremmo condividere alcune riflessioni. Anzitutto, dobbiamo constatare come la situazione è più complessa di quella prospettata dal sindaco, così come è emerso dall’ultima riunione della V Commissione del Consiglio regionale. L’ingegnere Tarquinio di AQP ha chiarito infatti che al momento l’impianto è in regime di sospensione, sia per quanto riguarda la realizzazione del collettore del vecchio e nuovo impianto, sia per quanto riguarda le 12 trincee drenanti che costruiscono lo scarico per l’avvio della fase di funzionamento.

La sospensione è dovuta ad una serie di prescrizioni avvenute in materia di emissioni odorigene e ha indotto l’ARPA Puglia a provvedere di proteggere il circondario dalle emissioni. L’obiettivo sarebbe quello di ultimare l’opera entro la fine del 2022, ma non vi è alcuna certezza che ciò possa accadere, stando alle parole del Consigliere regionale Amati.

Insomma, i lavori sono al 90% completi ma manca proprio la parte relativa al recapito finale, uno dei grandi “oggetti della discordia”. E da Manduria e Avetrana arrivano già le prime promesse di “barricate” sullo scarico in mare (che al momento è comunque previsto per l’acqua depurata in eccesso): a tal proposito, crediamo che sia opportuno che l’Amministrazione interloquisca con le amministrazioni di Manduria e Avetrana scongiurando il rischio che il depuratore, una volta ultimato, rimanga inattivo per attendere l’esito delle preannunciate azioni legali.

Ad ogni modo, il procedimento relativo al Provvedimento Ambientale Unico, per la parte relativa al recapito finale in mare attraverso le 12 trincee drenanti e il passaggio dal bacino artificiale di Torre Colimena, ci dirà se davvero siamo all’epilogo di questa questione; intanto preoccupano i dati di Arpa sui corsi idrici sotterranei della zona, con presenza di nitrati, di ferro, manganese, cloruri e solfati in eccesso, probabilmente anche per la presenza di pozzi a sperdere e l’inesistenza di un moderno e razionale sistema di depurazione delle acque.

Quand’anche l’ottimismo del sindaco fosse giustificato, rimangono alcuni importanti interrogativi: Sava è pronta ad allacciarsi al depuratore? In che stato versa la rete fognaria? A quando risale l’ultimo collaudo dei tronchi realizzati? Su questo è necessaria la massima trasparenza, onde evitare di fare “brutte figure” quando l’opera sarà completa.

Sui contributi previsti per lo svuotamento dei pozzi neri consideriamo positivo lo stanziamento concesso dalla Regione. Invitiamo però l’Amministrazione comunale a vigilare per evitare rincari dei costi di svuotamento e comportamenti poco virtuosi, nel pieno interesse dei cittadini e per un uso adeguato e razionale delle risorse pubbliche».

 

Il coordinatore di “Una strada diversa – Sava”  Enrico Consoli

Il coordinamento di “Una strada diversa – Sava”









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