domenica 19 settembre 2021

05/08/2021 08:59:43 - Manduria - Attualità

La sua proposta: «Sarebbe necessario che il Calvario fosse quanto prima affidato ad un’associazione culturale che gestisca la cura e la manutenzione di  questo patrimonio artistico»

Sulla rimozione delle erbe infestanti dal Calvario, interviene, con un comunicato, l’ex consigliere Arcangelo Durante.

 

«Torno sulla questione del Calvario perché proprio in questi giorni è arrivata in Comune la relazione del direttore dei lavori a proposito degli interventi di pulizia e rimozione delle erbe infestanti. La relazione si compone di 12 righi che vale la pena di leggere . “Quando si è conclusa la rimozione delle erbe infestanti è stato possibile prendere visione dello stato di conservazione e delle tecniche di esecuzione dell’opera. Il monumento è composto di una struttura architettonica lapidea sulla quale sono stati assemblati con malta a base di calce frammenti eterogenei di maiolica, vetro, ceramica e porcellana, spesso senza un criterio estetico ben preciso. Purtroppo la tecnica di montaggio dei frammenti non è risultata idonea per tutti i materiali tant’è che in passato , si sono verificati numerosi distacchi. I frammenti che si sono distaccati nel tempo sono stati accumulati senza adottare accorgimenti utili al rimontaggio nella collocazione originaria. Si consiglia pertanto di  eseguire le operazioni di riserbo in modo costante e programmato in modo da evitare ulteriori distacchi in fase di rimozione delle erbe”.

Sulla base di questa relazione del direttore dei lavori il Comune pagherà la ditta per un importo di circa 8.500 euro.

E’ una relazione molto striminzita, che di fatto non dice nulla su come i lavori sono stati eseguiti e soprattutto non dice nulla sui prodotti impiegati per rimuovere le erbe infestanti. Era proprio quello il problema. Io ho sempre chiesto all’Amministrazione di conoscere i prodotti impiegati. Niente di tutto questo. Questa è una relazione che non dice assolutamente niente o meglio dice che si sono accumulati un sacco di frammenti e che non sono stati rimontati. Bene: se questa è la cura dimostrata nei confronti del prezioso bene culturale, allora siamo veramente a posto con questi amministratori.

E’ possibile spendere 8.500 euro per togliere delle erbe infestanti in uno spazio come quello del Calvario?

L’affidamento dei lavori è stato effettuato senza una regolare gara, sia pure a trattativa privata, giusto per avere un’idea sul prezzo da pagare. Il fatto però veramente strano è che nella relazione non si dice nulla sul costo, cioè nessuno, né il direttore dei lavori, né qualcuno degli uffici tecnici ha scritto nulla sulla CONGRUITA’ del prezzo richiesto. Ciò è molto strano e contrasta a mio avviso con i più elementari principi della spesa pubblica. Insomma non è questo il modo di amministrare il denaro pubblico. 

(…) In sostanza si sono spesi, complessivamente (progettista, direttore dei lavori, esecuzione dei lavori) circa 14mila euro. Ora io voglio farvi riflettere in conclusione sul fatto che nonostante si siano spesi tanti soldi la tutela del bene culturale non si è avuta. A dirlo è proprio la direzione dei lavori quando scrive che i frammenti che si sono distaccati non sono stati rimontati, ma semplicemente accumulati in qualche zona del Calvario. Si può amministrare cosi?

A questo punto, al fine di evitare che si ripeta lo stesso degrado e il costo eccessivo dei lavori, sarebbe necessario che il Calvario fosse quanto prima affidato ad un’associazione culturale che gestisca la cura e la manutenzione di  questo patrimonio artistico».

 

 

Ex consigliere di Forza Italia

Arcangelo Durante









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