domenica 16 gennaio 2022

11/01/2022 09:13:49 - Manduria - Cultura

Si chiama Offred l’ancella, vive nella nuova Repubblica di Gilead, un regime totalitario instauratosi negli Stati Uniti, dopo che un disastro radioattivo ha devastato il pianeta…

E l’Ancella racconta! Ascoltiamola,danzeremo in un tempo labile, un tempo in cui il suo passato strizza l’occhio al nostro presente seducendone il futuro.

Alma. Janine. Dolores. Moira. June. Nomi generati dal movimento delle labbra, scambiati«di letto in letto» con le teste poggiate di lato sul cuscino,mai pronunciati, in quella stanza che un tempo era stata palestra, brulicante di vita e di futuro: «Ci struggevamo al pensiero del futuro. Come l’avevamo appresa, quella disposizione all’insaziabilità? Era nell’aria; e restava ancora nell’aria, un pensiero persistente, mentre si cercava di dormire, nelle brande militari che sono state disposte in corsie, con molto spazio tra l’una e l’altra, così che non si potesse parlare» (p. 12). Ma ciò non impediva di immaginare. Paura degli Angeli? Erano le guardie che controllavano la stanza! Sì, ma anche fantasie, su un possibile accordo, su qualcosa da barattare con loro, il proprio corpo ad esempio.

Fin dalle prime pagine, la lettura del racconto porta a una contrazione dell’anima, a una ‘comprensione sospesa’: il lettore non capisce subito dove si trova e perché ogni parola che legge è un drammatico distillato di un passato rimpianto, di un «tempo precedente». In questo posto anche «il pensiero dev’essere razionato (…). Non temono che ce ne andiamo di nascosto. Non arriveremmo lontano. Temono altre fughe, quelle che puoi aprirti dentro, se hai un oggetto con un bordo tagliente» (p. 18).  

La descrizione degli ambienti è drammaticamente iconica, come quella della stanza con «Sopra, sul soffitto bianco, un motivo ornamentale in rilievo a forma di ghirlanda, e, al centro, un buco riempito di calce, come la cicatrice in un viso cui sia stato tolto un occhio» (p. 17). Anche l’ambiente esterno rispecchia l’emotività depressa dei suoi abitanti:«I prati sono ben tenuti, le facciate sono graziose, in buono stato di conservazione; simili alle belle riproduzioni che si stampavano sulle riviste di case, giardini e arredamento. C’è la stessa assenza di persone, la stessa aria ferma. La strada è quasi simile a un museo, o alla strada di un plastico di città, costruito per mostrare come si viveva un tempo. Come in quelle riproduzioni, in quei musei, in quei plastici, non ci sono bambini» (p. 39).

Sarà tipico dei romanzi distopici come questo, ma un filo rosso c’è ed è davvero rosso: «il colore del sangue, che ci definisce» dice Offred (p. 19). Parla dei guanti e del vestito che è costretta a indossare, «Tranne le alette che porto ai lati del viso, tutto è rosso»; e della se stessa che lo specchio nel corridoio le restituisce: «un’ombra deformata, una parodia di qualcosa (…). Una suora inzuppata nel sangue» (p. 20.)

Si chiama Offred l’ancella, vive nella nuova Repubblica di Gilead, un regime totalitario instauratosi negli Stati Uniti, dopo che un disastro radioattivo ha devastato il pianeta. Il potere, assoluto, è passato nelle mani dei Comandanti di una setta teocratica. La società è maschilista e rigidamente gerarchizzata: al vertice ci sono i Comandanti, poi gli Angeli (la milizia armata incaricata di far rispettare l’ordine gerarchico), seguono gli Occhi (gli agenti segreti), i Custodi della Fede (funzionari di polizia e addetti a mansioni di vario tipo) infine gli appartenenti ad un basso ceto sociale. Fin qui gli uomini! Poi, le donne, private di ogni diritto, divise in aberranti categorie: le donne fertili utilizzate dai Comandanti per procreare (ancelle); le donne che non sono mogli di Angeli né di Generali e non possono procreare, classificate in ‘Marte’ (serve); ‘Zie’ (equivalenti delle Monache); ‘Economogli’ (donne degli uomini più poveri); ‘Nondonne’ (troppo anziane per lavorare o procreare).

A dire il vero, «Il mio nome non è Offred, ho un altro nome, che adesso nessuno usa perché è proibito. Mi dico che non è importante, un nome è come un numero di telefono, utile solo per gli altri; ma mi sbaglio, è importante, tengo la coscienza di questo nome come qualcosa di nascosto, un tesoro che tornerò a scavare un giorno» (p. 114).

Qua e là nel racconto, Offred sparge immagini di Luke, il suo compagno del ‘tempo precedente’: «Si parlava di comprare una casa (…) Avremmo avuto un giardino, altalene per i bambini»(p. 39). Una vita normale? «La normalità, diceva Zia Lydia, significa ciò cui si è abituati. Se qualcosa potrà non sembrarvi normale al momento, dopo un po’ di tempo lo sarà. Diventerà normale» (p. 52).

Già, le abitudini! «Vivevamo, come al solito, ignorando. Ignorare non è come non sapere, ti ci devi mettere di buona volontà. Nulla muta istantaneamente (…) Le storie dei giornali erano come sogni per noi, brutti sogni sognati da altri. (…) Noi eravamo la gente di cui non si parlava sui giornali (…). Vivevamo negli interstizi tra le storie altrui» (p. 81).

Ora non vi sono più interstizi. La vita di Offred adesso è racchiusa in un piccolo tatuaggio fattole sulla caviglia, «quattro cifre e un occhio, un passaporto all’incontrario. Serve a garantire che non sarò mai in grado di scomparire in un altro paesaggio. Sono troppo importante, troppo rara. Sono una risorsa nazionale» (p. 90).

«Esiste più di un genere di libertà, diceva Zia Lydia. La libertà ‘di’ e la libertà ‘da’. Nei tempi dell’anarchia, c’era la libertà ‘di’. Adesso vi viene data la libertà ‘da’» (p. 41).

Tuttavia, nel tempo gerarchizzato e controllato, la libertà ‘di’ contiene un nemico infido che paralizza la volontà. Offred riflette dopo la proposta di aiuto del dottore: «Le mani mi tremano. Perché sono così spaventata? Non ho violato i confini, non ho ceduto alla tentazione, non ho corso rischi, tutto è salvo. È la possibilità di scelta che mi terrorizza. La possibilità di una via d’uscita, della salvezza» (p. 86).

Contravvenendo alle regole, il Comandante Fred inizia a frequentare Offred anche al di fuori del periodo fertile, idoneo alla procreazione: «La mia presenza lì è illegale. Ci è proibito stare sole coi Comandanti. Noi esistiamo per scopi di procreazione (…) non siamo concubine, geishe, cortigiane. Al contrario: è stato fatto il possibile per allontanarci da quella categoria. Non dobbiamo avere qualità di intrattenitrici, non è lasciato spazio al risvegliarsi di desideri segreti, nessun allettamento speciale dev’essere concesso da parte loro o nostra, né ci dev’essere il più piccolo appiglio per l’amore. Noi siamo dei grembi con due gambe, nient’altro: sacri recipienti, calici ambulanti» (p. 181).

A volte accade di vedere una donna «visibilmente incinta; il ventre, sotto l’ampia veste, è un trionfo di gonfiore (…) ci prudono le ditadalla voglia di toccarla [dice Offred]. Per noi è una presenza magica, un oggetto di invidia e ammirazione, la desideriamo» (…) «Adesso che è portatrice di vita, è più vicina alla morte, e ha bisogno di una protezione speciale»(p. 43).

Tuttavia, Offred non rimane incinta perché a essere sterile è il Comandante, come le dirà sua moglie, Serena Joy. La donna le consiglia di ‘avvalersi’ di Nick, il Custode del Comandante, per dare un bambino a Fred, evitando la spiacevole condizione di ‘Nondonna’.

La repressione più spietata, tuttavia, non può annullare qualsiasi cosa abbia la parvenza di amore, e a questo bagliore di umanità si deve l’esito di una probabile ribellione al sistema. Così, dopo la prima volta «Sono tornata da Nick. Ripetutamente, da sola, senza che Serena lo sapesse. Non era richiesto, non c’era nessuna scusa» (p. 346). Tuttavia,«è un’illusione, certo. (…) Come posso ritenere di conoscerlo, di sapere tutto quello che fa?» (p. 349).

Anche la conclusione è ‘sospesa’, aperta. L’Ancella è incinta? «È qualcosa a cui voglio credere»- dice (p. 350).

Inoltre, Offred, entrata in contatto con il movimento clandestino di liberazione Mayday, è caduta in disgrazia, viene prelevata dalla polizia segreta, o forse no! Difronte a lei c’è Nick: «Vigliacco penso. Apro la bocca per parlare, ma lui mi si avvicina, sussurra. «Va tutto bene. È il Mayday. Va’ con loro» (p. 376). Offred non si fida,«forse Nick è un Occhio»— aveva pensato di lui prima che tutto accadesse, ma adesso segue i due Occhi, amici o nemici che siano, senza sapere se sia un salvataggio o una cattura: «Il furgone attende sul viale d’accesso (…). Salgo, nel buio, o nella luce» (p. 378).

Il romanzo ‘Il racconto dell’Ancella’ di Margaret Atwood è disponibile in biblioteca.







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