venerdì 01 luglio 2022

03/03/2022 08:47:48 - Manduria - Attualità

Antonio Mariggiò propone di prendere contatti con il consolato ucraino di Napoli e con Protezione Civile territoriale per attivare un canale di raccolta ufficiale di beni, farmaci e di tutto ciò che può essere utile per sostenere la popolazione civile vittima di questa guerra

 

Il consigliere comunale Antonio Mariggiò invia una lettera aperta all’intero Consiglio comunale rimarcando “l’obbligo di aiutare la popolazione civile ucraina”.

Ecco il testo completo della lettera.

«Gentili colleghi consiglieri comunali,

l’articolo 11 della Costituzione Italiana cita questo: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

Noi tutti, come cittadini italiani e, in questo caso, soprattutto come portavoce di una città intera quale Manduria, dobbiamo ribadire ad alta voce, più forte che mai, questo concetto, mostrare tutta la nostra solidarietà, ma non solo! Abbiamo l’obbligo morale di aiutare la popolazione civile ucraina, i bambini, le famiglie che in questi giorni stanno vivendo momenti di terrore.

Chiedo a voi tutti, al presidente del Consiglio e al sindaco di offrire la nostra disponibilità a contribuire a qualsiasi tipo di iniziativa che possa sicuramente rappresentare un aiuto concreto per i tantissimi ucraini in fuga dal proprio Paese.

Proporrei come ente innanzitutto di prendere contatti con il consolato ucraino a Napoli e la Protezione Civile territoriale per attivare un canale di raccolta ufficiale di beni, farmaci e di tutto ciò che può essere utile per sostenere la popolazione civile vittima di questa guerra. Ma non solo! Manduria è sempre stata una città accogliente, il porto sicuro di tutte le popolazioni in difficoltà, basti ricordare gli anni 90 con lo sbarco dei fratelli Albanesi e i più recenti anni 2011 con i profughi provenienti dall’Africa. Per questo propongo inoltre di mettere a disposizione strutture comunali come palestre scolastiche o il vecchio palazzo di città per comunicare alla prefettura e al Ministero degli Esteri che siamo disponibili e pronti all’accoglienza di queste persone.

Vorrei che Manduria ancora una volta si facesse trovare pronta ad aiutare chi ha più bisogno».







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