mercoledì 22 maggio 2024

20/09/2023 10:16:53 - Manduria - Cultura

E’ uno degli appuntamenti di Venti di parole, la rassegna letteraria, di musica e teatro pensata per festeggiare i primi vent’anni della libreria Caforio – Ubik di Manduria

Verrà presentato sabato 23 settembre, alle ore 20:30 nel chiostro di San Francesco a Manduria (via S. Gigli) il volume “Ero l’uomo della guerra. La mia vita da fabbricante di armi a sminatore” (Editori Laterza): la storia, raccontata senza reticenze, di un ex fabbricante di armi che a seguito di una crisi di coscienza decide, unico al mondo, di svelare i meccanismi delle produzioni belliche.

Una storia appassionante, ma soprattutto una storia autobiografica: è la autobiografica dell’ingegnere barese Vito Alfieri Fontana, per lunghi anni a capo della Tecnovar di Bari, azienda della sua famiglia che progettava e produceva mine antiuomo. Attiva negli anni ’80, la Tecnovar è stata chiusa nel 1993 per volontà dello stesso Fontana, che grazie alla sua scelta ha fatto decollare la Campagna internazionale per la messa al bando delle mine antiuomo, premiata quello stesso anno con il Nobel per la Pace.

Il libro è scritto con la collaborazione del giornalista di Famiglia Cristiana Antonio Sanfrancesco, che sarà presente all’evento insieme all’autore. 

Modera il dibattito Giuseppe Dimagli, giornalista.

La presentazione di “Ero l’uomo della guerra. La mia vita da fabbricante di armi a sminatore” è uno degli appuntamenti di Venti di parole, la rassegna letteraria, di musica e teatro pensata per festeggiare i primi vent’anni della libreria Caforio – Ubik di Manduria. Una rassegna che ha sollecitato dibattiti e confronti per tutta l’estate e che ha ospitato, tra gli altri, Mariangela Pira, Gabriella Genisi, Francesco Dimitri e Omar Di Monopoli, a testimonianza del punto di riferimento che la libreria Caforio – Ubik è diventata nel tempo nello scenario culturale locale.

Spiega della sua scelta lo stesso Vito Alfieri Fontana: «Il problema non è espiare una colpa ma che gente che è morta e si è fatta male a causa degli ordigni che ho progettato e costruito. Ho costruito e venduto due milioni e mezzo di mine, ne ho tolte migliaia, per quasi vent’anni, nei Balcani. Dal punto di vista numerico, il bilancio è impari. Da quello della mia coscienza pure, perché il male compiuto resta. Per sempre».

Ingresso libero.









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