martedì 20 febbraio 2024

22/11/2023 17:00:16 - Provincia di Taranto - Attualità

L’intervento di Luciano Carriero, presidente dei Mitilicoltori Confcommercio

«Per l’ennesima volta l’azione dell’Amministrazione comunale ed in particolare quella dell’Ufficio Demanio appare improntata  dalla   logica dell’ emergenza, in relazione a tutto il sistema di gestione delle concessioni demaniali marittime destinate alla mitilicoltura. Ciò è emerso chiaramente – commenta Luciano Carriero, presidente dei Mitilicoltori Confcommercio-  dalla ultima riunione svoltasi a Palazzo di Città, lo scorso 16 novembre, proprio al fine di sventare una manifestazione di protesta degli operatori, prevista per il venerdì successivo.

Da anni ormai, le imprese del settore necessitano di certezze amministrative ed invece sono costantemente alle prese con dirigenti e assessori che si alternano frequentemente, e che interpretano in maniera del tutto soggettiva le norme di settore in funzione  delle sollecitazioni ed esigenze del momento».

Il ‘Decreto concorrenza’ dell’agosto 2022 ha messo un punto fisso a tutta la materia, stralciando le concessioni per acquacoltura e mitilicoltura dall’applicazione della ‘direttiva Bolkestain’ che tanto arreca sofferenza alle imprese balneari, definendo l’inapplicabilità della proroga automatica della concessione alla scadenza, prevedendo il bando di gara per la nuova assegnazione.

Quindi, del tutto differente sarebbe il percorso inerente le concessioni per mitilicoltura non più soggette al cosiddetto ‘bando di gara’ derivante dall’applicazione del Codice degli Appalti, bensì ad una procedura di evidenza pubblica più snella e veloce prevista dall’applicazione del Codice della Navigazione (da sempre applicato quando la Capitaneria di Porto (Min. Trasporti) era competente in materia. Tale impostazione, seppur suggerita a gran voce da molti, sino ad ora è stata inascoltata poiché non condivisa dal precedente dirigente. Sembrerebbe, invece, che alla luce delle innumerevoli pressioni, suffragate da numerosi pareri tecnici ( anche la Regione non esclude l’applicazione del Codice della Navigazione) oggi si sia addivenuti ad un accordo in tal senso.

«Sono trascorsi – commenta Carriero- due anni in cui gli operatori, pur avendo inoltrato formale richiesta di assegnazione di concessione non hanno ottenuto risposta a causa delle incertezze interpretative degli uffici.

Detto ciò, in aggiunta, va sottolineato che, in barba alla Delibera di Giunta Comunale n°36 del 17 febbraio 2023, che prevede “l’unificazione esclusivamente sul piano amministrativo delle Concessioni demaniali marittime vigenti destinate alla mitilicoltura, senza alcuna variazione delle caratteristiche geometriche e spaziali attuali” la cui approvazione è stato il risultato di innumerevoli incontri e riunioni tra l’amministrazione e gli operatori, l’Ufficio Demanio del Comune , ignorando del tutto tale indicazione di ordine politico amministrativo, ha emesso gli ordini di introito (F 24)relativi all’anno 2023, costringendo le cooperative titolari di più titoli concessori a pagare la tassa fissa (lievitata sino a 3.700 euro dai circa 400 del 2020) per ogni concessione.

La recente nota dell’Ufficio Demaniale Regionale, interpellato sulla questione, ha ben chiarito (ma non era necessario) che la L.R. n°17 2015 “Disciplina della tutela della costa” delega ai Comuni costieri la piena autonomia gestionale nel merito di cui trattasi.

Siamo perciò ancora una volta in presenza di interpretazioni discutibili. 

In conclusione, alla luce di tale contesto appare improcrastinabile – afferma Carriero- la redazione di un Regolamento Comunale per il rilascio delle concessioni demaniali marittime finalizzate alla mitilicoltura.

Tale normativa metterebbe fine alle interpretazioni soggettive che, negli anni, hanno causato svariati danni, rappresentando un forte limite allo sviluppo del settore, sottoponendo, inoltre, in alcuni casi, gli operatori stessi a costi aggiuntivi se non a comportamenti al limite della legittimità vista l’errata interpretazione delle norme di settore.

Non solo, si rappresenta, inoltre, la necessità di stabilire dei criteri con cui concedere gli specchi acquei che tengano conto di molteplici parametri e/o esigenze in relazione alla dimensione della azienda, il numero dei soci, i mezzi, le effettive capacità produttive ed eventualmente la data di costituzione dell’impresa.

Tutto ciò non può essere lasciato al caso o, peggio ancora, ad un contesto di discrezionalità.

Pertanto, crediamo che il momento per l’elaborazione di un Regolamento non sia più rinviabile e, pertanto, invitiamo l’Amministrazione ad inserire all’ordine del giorno tale argomento nella prossima riunione tematica al fine di avviare una concreta discussione sul tema, in una dimensione di piena trasparenza e legalità».









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