12/07/2010 08:07:15 - Manduria - Speciale

A 4 anni ha vinto il primo concorso nazionale. Da quattro anni viene a Manduria a trascorrere le vacanze

 
 
E’ stato sicuramente l’evento dell’estate 2010 per il versante orientale della provincia jonica. Purtroppo non valorizzato come avrebbe dovuto.
A Uggiano, l’altro ieri sera, si è esibito, all’interno della chiesa parrocchiale, un bambino prodigio: il violinista, di appena 10 anni, Teofil Milenkovic. A Manduria per il quarto anno consecutivo per le vacanze con la sua famiglia (scelgono il villaggio Aurora, fra Torre Colimena e San Pietro in Bevagna), Teofil, nato da madre italiana e padre serbo, entrambi violinisti, ha iniziato a suonare da piccolissimo, a 4 anni, sotto la guida dei genitori, dimostrando da subito uno straordinario talento, confermato da sedici vittorie in vari concorsi nazionali ed internazionali, come quello per Giovani talenti di S.Bartolomeo vinto a soli 4 anni con 98 punti.
Teofil Milenkovic è un vero enfant prodige della musica. Il suo primo violino? Gliel’hanno regalato quando aveva 2 anni. Da allora non ha mai smesso di suonare. Oggi, che ne ha 10, è considerato un artista eccezionale, che fa man bassa di premi in giro per il mondo.
Teofil ha già le idee chiare sul suo futuro.
«A chi mi piacerebbe assomigliare da grande? A me stesso».
Teofil cosa senti quando suoni?
«Gioia, allegria, tanta emozione».
Per te è impegnativo, ti stanchi quando suoni, quando studi il violino, quando ti prepari?
«Non più di tanto, mi piace, mi diverte e poi, sa, io gioco, faccio tante cose altre quando non suono».
Attualmente vive con i genitori a Brentonico, in provincia di Trento. Ha un fratellastro, Stefan, anch’egli celebre violinista che vive negli USA. E due sorelline gemelle di sei anni, che si sono esibite, insieme a papà e mamma, oltre a vari altri ragazzi del gruppo d’archi “Versus”, a Uggiano, grazie al fiuto del parroco don Salvatore Rubino.
Teofil, figlio del violinista serbo Zoran, è stato descritto dalla stampa italiana ed internazionale come un fenomeno rarissimo, sia per la sua musicalità e bravura tecnica, sia per il temperamento particolare e trascinante oltre che per la padronanza del palcoscenico. Suona un violino “Despini” di misura mezzo, del 1835.
«Il vostro mare è stupendo» è stato il suo commento finale. «A Manduria veniamo per le vacanze e, poi, ci capita di fare dei concerti».


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