Giuseppe Lacorte, segretario generale CISL FP Taranto Brindisi: «La CISL FP chiede trasparenza e confronto immediato!»

Riceviamo, e pubblichiamo, un comunicato che reca la firma di Giuseppe Lacorte, segretario generale CISL FP Taranto Brindisi. Ecco il testo.
«La CISL FP apprende dai social network e da comunicazioni informali che tutte le aziende sanitarie pugliesi, comprese la ASL BR e la ASL TA avrebbero trasmesso i piani sperimentali per l’abbattimento dei tempi di attesa, così come previsto dalla DGR n. 1/2026, che fissava nella giornata di ieri il termine ultimo per l’invio.
Una notizia certamente rilevante, se non fosse che, ad oggi, alle organizzazioni sindacali non è stato comunicato ufficialmente nulla: né i contenuti dei piani, né le modalità operative, né tantomeno l’idea organizzativa che le due AA.SS.LL. intendono mettere in campo.
Eppure una cosa appare fin da ora evidente:qualsiasi intervento di questo tipo comporta inevitabilmente una nuova organizzazione del lavoro.
Si parla, infatti, distensione degli orari ambulatoriali nelle fasce serali, attività nei weekend, recupero delle prestazioni oltre soglia, in particolare per le priorità U (urgenti) e B (brevi), anche di ricoveri ospedalieri in lista d’attesa.
Misure che incidono direttamente su orari di lavoro, carichi assistenziali, utilizzo del personale, prestazioni aggiuntive, equilibrio tra vita lavorativa e vita privata.
I piani, a quanto si apprende, sarebbero ora al vaglio dell’assessorato regionale, del Dipartimento e dell’AReSS e dovrebbero essere approvati in Giunta entro pochi giorni, con avvio delle attività già dal 1° febbraio.
La CISL FP ritiene questo metodo inaccettabile.
Pretendiamo trasparenza, corrette relazioni sindacali e confronto preventivo.
Per questo chiediamo le informative alle due AA.SS.LL. dovute sui contenuti dei piani aziendali e un confronto immediato nel merito, prima dell’avvio delle attività.
Perché ridurre le liste d’attesa è un obiettivo condiviso.
Ma farlo senza regole, senza tutele e senza confronto rischia di scaricare ancora una volta il peso dell’efficienza solo sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori».

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