domenica 01 febbraio 2026


28/01/2026 10:11:38 - Sava - Attualità

I ragazzi, con le loro testimonianze, hanno portato in sala un’emozione grandissima. Hanno descritto i luoghi visitati che, dentro di loro, hanno lasciato un ricordo indelebile e pieno di commozione

Si è svolto ieri, presso la Casa del Gusto del Comune di Sava, l’incontro con i ragazzi di ritorno dal viaggio con il Treno della Memoria. Evento che è diventato tradizione. I ragazzi, con le loro testimonianze, hanno portato in sala un’emozione grandissima. Hanno descritto i luoghi visitati che, dentro di loro, hanno lasciato un ricordo indelebile e pieno di commozione.

Erano presenti, oltre ai ragazzi, agli accompagnatori e al referente dell’associazione “Treno della Memoria”, Sabrina Zingaropoli, organizzatrice del viaggio, l’Associazione Nazionale Sottufficiali d’Italia con il presidente e alcuni soci, l’assessore Roberta Friolo in rappresentanza del sindaco e numeroso pubblico che ha assistito.

Nel corso della serata si è parlato molto della drammatica vita nei campi di concentramento. Ognuno dei ragazzi, prima di esporre l’esperienza vissuta, ha portato una rosa e ricordato un nome di un deportato. Il referente ha ringraziato gli accompagnatori e i ragazzi per aver accettato con entusiasmo di fare questa straordinaria esperienza e ha ricordato con citazioni le parole di alcuni grandi deportati.

Il presidente ANSI Sava, Giuseppe Natale, ha espresso la sua gratitudine a tutti i ragazzi e accompagnatori per le forti emozioni che hanno portato in sala. Ha ricordato che ci sono molti modi per “fare” memoria e che la Giornata della Memoria, comprende anche le altre vittime della persecuzione e dei campi di internamento. Ha fatto riferimento ai Militari Internati Italiani (IMI) che furono rinchiusi nei campi di lavoro tedeschi solo perché avevano rifiutato di arruolarsi nelle forze armate della Repubblica Sociale Italiana o di combattere al fianco dei nazisti. Il rifiuto dei militari internati fu un atto di resistenza. Recentemente, il Presidente della Repubblica li ha definiti patrioti che difesero “la dignità e il senso autentico dell’amore di Patria”.

Ha poi continuato ricordando un altro modo di fare memoria riferendosi alle Pietre d’Inciampo poste davanti alla porta delle case nelle quali vivevano le persone poi deportate nei campi di sterminio. Le pietre sono dei piccoli monumenti che vogliono restituire dignità di essere umano a chi fu ucciso, far riflettere sull’orrore di ciò che avvenne e vigilare perché ciò che è accaduto non si ripeta mai più. Se inciampi in una pietra, poni attenzione e curiosità per scoprire la storia che racchiude e fanne tesoro. Ricordare per non dimenticare e per costruire e difendere la pace e allontanare le violenze e le guerre. Queste azioni sono fondamentali per proteggere e irrobustire i semi del rispetto, della condivisione, della pace e farne piante forti e resistenti a ogni tempo e condizioni.

L’incontro, iniziato alle 17:30, è terminato intorno alle 19 con i saluti finali.