lunedì 23 febbraio 2026


23/02/2026 16:32:26 - Provincia di Taranto - Attualità

In scena l’ultimo atto del progetto “GENTE @RBËRESH – Memorie di uomini e donne”, che si è posto l’obiettivo di raccogliere, preservare e valorizzare le memorie orali della comunità legate alla cultura Arberesh, alla figura del brigante Pizzichicchio e al fenomeno del brigantaggio

Gli studenti dell’istituto comprensivo “Casalini” di San Marzano di San Giuseppe hanno rivissuto il brigantaggio e la storia di Pizzichicchio grazie al progetto “GENTE @RBËRESH – Memorie di uomini e donne”, che si è posto l’obiettivo di raccogliere, preservare e valorizzare le memorie orali della comunità legate alla cultura Arberesh, alla figura del brigante Pizzichicchio e al fenomeno del brigantaggio nel territorio. Progetto che ha offerto agli alunni della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado l’opportunità di effettuare un’analisi storica e culturale sul fenomeno del brigantaggio, sfatando miti e leggende che hanno spesso distorto la realtà storica. La proposta di un progetto incentrato su questo fenomeno, voluto dal dirigente scolastico Antonio Libardi, ha avuto l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi sull’importanza di studiare e riflettere su un periodo storico che ha segnato in modo indelebile la storia dell’Italia unificata.

Progetto che si è concluso nei giorni scorsi con la proiezione di un video (montato con grande professionalità da Valeria Pesare) che raccoglie i risultati della ricerca di alcune alunne della scuola secondaria di primo grado, le quali hanno analizzato il fenomeno del brigantaggio nel Meridione, soffermandosi in particolare sulla figura di Pizzichicchio e sul suo legame con il paese natio. Lo studio delle fonti storiche e delle testimonianze locali (in particolare attraverso l’intervista di tre cittadini di San Marzano: Ada, Pietrina e Garibaldi), hanno stimolato una riflessione critica su come la storia venga ricordata e tramandata, valorizzando il passato come strumento di comprensione del presente. Video che contiene anche le interessanti interviste al sindaco di San Marzano Francesco Leo e al dirigente scolastico Antonio Libardi.

Particolarmente emozionante e coinvolgente la seconda parte della serata. Gli studenti del “Casalini” hanno portato in scena la rappresentazione de “Il brigante Pizzichicchio: l’angelo e l’assassino”, liberamente ispirato al libro “Il segreto della rosa” dello storico Antonio Trinchera.

Gli studenti, mirabilmente guidati dall’attore Gino Cesaria, hanno riportato alla luce una delle pagine più turbolente della storia meridionale e, più nello specifico, si sono soffermati sulla figura di Pizzichicchio (al secolo Cosimo Mazzeo, che entrò nella leggenda e divenne uno tra i briganti più temuti del Meridione).

La storia di Pizzichicchio è stata raccontata con grande passione e intensità. Il pubblico ha potuto rivivere, attraverso la recitazione e la danza, le vicende di un uomo che, sebbene considerato un fuorilegge da alcuni, è diventato nel corso degli anni un simbolo di resistenza contro le difficoltà e le ingiustizie sociali.

La rappresentazione ha avuto un’impronta profondamente educativa, non solo dal punto di vista storico, ma anche linguistico. Gli studenti hanno recitato e cantato infatti anche in lingua Arberesh, un dialetto che affonda le radici nella storia e nella cultura di questo centro. Una scelta che ha reso la rappresentazione ancora più suggestiva e autentica, riportando il pubblico direttamente in un’epoca lontana, fatta di lotte, speranze e sogni di giustizia.

La passione dei ragazzi, che hanno lavorato mesi alla preparazione dello spettacolo, è stata palpabile. Ogni battuta, ogni gesto, ogni movimento sembrava raccontare una storia di impegno, di lotta per la sopravvivenza, ma anche di speranza e riscatto. Non sono mancati momenti di commozione, quando il giovane attore che interpretava Pizzichicchio ha pronunciato le parole finali del brigante, che, purtroppo, incontrò il destino di molti suoi simili, ma che nella leggenda è divenuto un simbolo della lotta contro le ingiustizie.

Il pubblico, che ha gremito la piccola sala teatrale, non ha potuto fare a meno di applaudire con entusiasmo i giovani, ma bravissimi, studenti e tutti coloro che si sono impegnati nella realizzazione: il regista Gino Cesaria, l’esperta di lingue Marisa Margherita, l’esperto musicale Leonardo Belvedere, i docenti referenti Anna Paola Liuzzi, Dario Alfieri, Tiziana Casanova, Costanza Zaccaria e Marina Buccoliero.

Uno spettacolo che non è stato solo un’opportunità per i ragazzi di esprimersi artisticamente, ma anche un potente strumento di educazione storica e culturale. Un atto di memoria collettiva che ha reso onore alla figura di Pizzichicchio, al brigantaggio e alla cultura di San Marzano, che, a nostro avviso, meriterebbe altre rappresentazioni per farlo conoscere e apprezzare ad un pubblico ancora più ampio.

Questo il cast degli attori in erba dell’istituto comprensivo “Casalini”:

Gioele Andrisano, Fatima Balestra, Andrea Capuzzimati, Aurora De Fazio, Clarissa Flora, Rihanna Flora, Cosimo Leo, Raissa Lezza, Luca Mazza, Emanuele Micelli, Lorenzo Pagliara, Denise Palumbo, Benedetta Pulito, Maria Lucia Sciurti, Michele Trani.

I componenti del coro: Cosimo Colella, Giuseppe De Padova, Giuseppe Di Cesare, Cristian Franco, Andrea Giorgino, Anna Macripò, Nicolò Mele, Gabriele Minzera, Alice Papari, Camilla Pernorio, Ilaria Rochira, Luigi Rochira, Luna Romano, Riccardo Schifone, Miriam Talò, Gabriele Trani,