I due soldati savesi furono catturati dopo l’8 settembre 1943 per essersi rifiutati di combattere al fianco dei tedeschi. Un gesto di coraggio e dignità che è costato loro la libertà e, infine, la vita

Si è svolta questa mattina a Sava la cerimonia solenne della posa di due pietre d’inciampo dedicate alla memoria dei cittadini Amerigo Buccolieri e Floriano Buccoliero, deportati nei campi di concentramento nazisti e mai più tornati a casa.
L’iniziativa si inserisce nel solco della legge 13 gennaio 2025 n. 6, con cui il Parlamento italiano ha istituito la Giornata degli internati italiani, promuovendo su tutto il territorio nazionale momenti di riflessione e commemorazione per quanti vissero il dramma della deportazione nei lager e nei campi di prigionia tedeschi durante la Seconda guerra mondiale.
In questo contesto, la Federazione Provinciale di Taranto dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, guidata dallo studioso e ricercatore Giancarlo Parisi, ha avviato nei mesi scorsi un importante progetto in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Sava, con l’obiettivo di ricostruire e valorizzare la memoria storica dei cittadini savesi coinvolti nelle tragiche vicende della prigionia e della deportazione nazista.
Grazie a un lungo e accurato lavoro di ricerca, l’Associazione ha riportato alla luce le storie di Amerigo Buccolieri e Floriano Buccoliero, soldati savesi catturati dopo l’8 settembre 1943 per essersi rifiutati di combattere al fianco dei tedeschi. Un gesto di coraggio e dignità che è costato loro la libertà e, infine, la vita.
La volontà dell’Amministrazione comunale, nella persona del sindaco Gaetano Pichierri e del vice sindaco Roberta Friolo, di rendere omaggio a questi valorosi concittadini ha reso possibile l’ottenimento e la posa delle due pietre d’inciampo, collocate davanti alle ultime abitazioni da cui partirono senza più fare ritorno.
La cerimonia ha avuto inizio davanti al Monumento ai Caduti, alla presenza del Prefetto di Taranto Ernesto Liguori, del Comandante Interregionale Marittimo Sud Ammiraglio di Divisione Andrea Petroni, dell’on. Dario Iaia, di numerosi sindaci dei comuni limitrofi, dell’Associazione Nazionale Sottufficiali d’Italia e delle massime autorità civili, militari e religiose del territorio ionico. Presenti anche tanti giovani, con una significativa rappresentanza degli istituti scolastici “Giovanni XXIII”, “Bonsegna-Tognolo” e “Del Prete-Falcone”.
Dopo gli onori alla Bandiera e ai Caduti, guidati dal cerimoniere Andrea Chioppa, si sono susseguiti gli interventi istituzionali del prefetto, del sindaco, dell’on. Iaia e del sindaco dei ragazzi, Emanuele Pernorio. Parole intense e partecipate che hanno toccato profondamente la comunità, riunita in un abbraccio collettivo capace di restituire, almeno simbolicamente, Amerigo e Floriano alla loro terra.
Dalla centrale piazza della Vittoria, il corteo si è quindi mosso verso via Duca d’Aosta n. 40 e via Regina Margherita n. 34, dove, sotto un cielo limpido, sono state deposte le pietre d’inciampo dalle autorità presenti, accompagnate dai promotori dell’iniziativa.
La mattinata si è conclusa presso la sala Sant’Egidio della parrocchia San Francesco d’Assisi, con la condivisione delle testimonianze di alcuni ragazzi reduci dai viaggi del “Treno della Memoria”, esperienza che ogni anno consente ai giovani di confrontarsi direttamente con i luoghi simbolo della deportazione. A chiudere, la consegna ai familiari delle riproduzioni dei fogli matricolari dei due soldati.
Non si è trattato soltanto di una commemorazione, ma di un atto di restituzione: restituzione della memoria, della dignità e della storia. Perché finché un nome viene pronunciato e una storia viene raccontata, nessuno è davvero scomparso. E oggi, tra quelle strade di Sava, Amerigo e Floriano sono tornati a casa.



