lunedì 11 maggio 2026


10/05/2026 16:40:49 - Manduria - Cultura

La visita culturale a Nardò e la relazione di Ilaria Marzo

 

Ecco il resoconto dell’attività di formazione e informazione che l’associazione “Plinio il Vecchio” ha tenuto nella settimana appena trascorsa.

Settimana 5-8 maggio.

Martedì 6 maggio: “Visita culturale alla città di Nardò”

Con la preziosa guida del prof. Luigi Pinelli, neretino doc, si è svolta la visita culturale.

La visita ha avuto inizio con la Chiesa di Santa Teresa, una delle chiese più eleganti del centro storico di Nardò, legata al monastero delle Carmelitane Scalze, è stata la prima tappa. Il   dott. Marcello Gaballo, Priore della Confraternita del “Sacramento”, con squisita disponibilità, ha regalato un ampio e appassionato racconto della struttura.

La Chiesa di Sant’Antonio da Padova, una delle chiese più interessanti di Nardò; anche in questo caso ci è stata riservata una apertura straordinaria dal Generale dott. Enrico Ciarfera, preziosa guida ai tesori di questa Chiesa.

Piazza Salandra, il vero cuore di Nardò: una delle piazze barocche più belle del Salento, elegante e scenografica, con la Guglia dell’Immacolata, alta 19 m e simbolo della Città. La narrazione del prof. Pinelli ci inquadra storicamente le tracce dell’antica tradizione e cultura neretina e ci aiuta a respirare il “sentiment” di questa Città, della sua Città.

Il Castello col suo giardino storico: il giardino del castello è oggi parte della villa comunale ed è considerato uno dei giardini storici più belli del Salento. con un giardino botanico ricco di essenze mediterranee, percorsi ombreggiati e spazi dedicati al relax.

 La Pinacoteca intitolata ad Egidio Presicce, insigne pittore neretino. Qui veniamo accolti, con la disponibilità ed il calore tipici di questa Città, dalla signora Antonella Perrone Presicce, consorte dello scomparso pittore, che ci apre, praticamente, le porte di casa. L’opera del pittore rende plasticamente tratti di storia, usi e costumi della Città, e così prendono vita, per immagini, i personaggi e le storie narrate dalla nostra guida.

All’ora di pranzo ci accoglie, ed il termine non è casuale, la Corte Santa Lucia, un ristorante storico molto caratteristico nel centro di Nardò, ambientato in un antico frantoio. Con l’immancabile narrazione del prof. Pinelli ci addentriamo nel patrimonio storico delle specialità e dei gusti tipici neretini.

Il concetto di ospitalità che questa Città ha adottato appare per intero nella cortesia dell’Assessore avv. Daniela Bove che ci porta un saluto “ufficiale”; più che un saluto si percepisce quasi l’abbraccio che Nardò riserva a chi abbia la fortuna di condividerne, anche solo per un attimo, storia e cultura.

E poi i famosi murales, le piazze, le fontane, il moderno monumento al toro, simbolo della città, (“tauro non bovi”, come instancabilmente la nostra guida ci ha ricordato per l’intera durata della visita), le ville delle Cenate, che hanno quasi preso vita nella narrazione del prof. Pinelli, le suggestioni di Porto Selvaggio e, non da ultimo, le antiche melodie che il prof. Pinelli ha voluto condividere con un gruppo molto ben disposto a farsi coinvolgere!

La cifra di questa visita è la profonda ammirazione per una cultura civica dell’accoglienza che pervade.

Venerdì 8 maggio: prof.ssa I. Marzo “Un ipocrita e la sua sedia – Storia del teatro min pochi passaggi”

Va in scena l’atto finale della serie proposta dalla prof. Ilaria Marzo. La narrazione riparte dal Teatro dell’Arte; nel suo procedere si affinano sempre più i caratteri delle “maschere” e la cura per gli scenari.

Ma ci si avvia verso una nuova fase; appare il teatro elisabettiano che trasforma il teatro inglese in una forma moderna, popolare e letterariamente altissima. Non si rispettano più rigidamente le unità aristoteliche di luogo, tempo e azione e le scene possono spostarsi rapidamente da un paese all’altro, mescolare tragico e comico, nobili e popolani, poesia elevata e linguaggio quotidiano.

Il palcoscenico è quasi privo di scenografie realistiche; contano parola, gesto, costumi e immaginazione dello spettatore. Gli attori sono professionisti, organizzati in compagnie protette da nobili o dalla corona.

In Inghilterra, tra Cinque e Seicento, il teatro elisabettiano mette al centro l’attore, la parola poetica e il pubblico urbano, con William Shakespeare come figura dominante.

In Italia Carlo Goldoni interviene contro gli eccessi della Commedia dell’arte; si passa dal canovaccio al copione, dall’improvvisazione alle battute fissate dall’autore, dalle maschere fisse ai caratteri individuali, dalla comicità meccanica alla osservazione della società, dai personaggi tipizzati a quelli psicologicamente più realistici.

E Luigi Riccoboni, detto Lelio, attore e capocomico prepara, con le sue opere, il terreno teorico della grande riforma teatrale di Goldoni

Si compie il passaggio dal teatro dell’attore al teatro dell’autore; mentre Shakespeare mette in scena il mondo come conflitto tragico e universale, Goldoni mette in scena la società come relazione quotidiana e osservabile.

Arriva il tempo di Vittorio Alfieri, che dà invece un modello alto di tragedia nazionale, basata su passioni forti, conflitti morali, libertà, tirannide, eroismo.

E così mentre Goldoni modernizza il personaggio comico e sociale, Alfieri modella l’attore tragico e passionale; fino a che Antonio Morrocchesi, nel 1832, codifica la tecnica dell’attore, la voce, il gesto, la postura, l’azione.

È maturo ormai il grande passaggio al Romanticismo; Victor Hugo diventa il grande teorico e simbolo del teatro romantico francese.

Ma altri modelli battono alle porte; dal romanticismo di Victor Hugo si passa al dramma borghese, al realismo, al naturalismo. E col verismo e la crisi del personaggio si profila la figura di un gigante: Luigi Pirandello. E qui la storia termina.

Come d’uso, la narrazione è contrappuntata da intermezzi recitativi; i giovani attori mettono in scena, fra l’altro, Mirandolina, un godibilissimo Pantalone che recita in veneziano, brani dall’Oreste di Alfieri, dall’Hermani di Hugo e, per finire, un pezzo di Gigi Proietti che fa da degno coronamento.

Ed anche questa ultima immersione nelle emozioni del linguaggio teatrale si è compiuta.  Grazie prof. Ilaria Marzo, grazie Teatro della Luna.

Settimana 12-15 maggio

Martedì 12 maggio: prof. G. Sammarco “Natura e dignità dell’uomo in poesia”

Mercoledì 13 maggio: avv. G. P. Capogrosso “Mandurino e Trento: due ragazzi che unirono l’Italia”

Giovedì 14 maggio: dr. L Girardi “Il fine vita: considerazioni finale e dibattito

Venerdì 15 maggio: G. Dimaggio “Tre autori ed un mondo”