lunedì 25 maggio 2026


25/05/2026 08:11:10 - Sava - Attualità

«A partire di quella pagina di Storia, proveremo a capire quanto del sogno repubblicano è stato realizzato e quanto ancora c’è da fare per attuare la Costituzione»

“2 giugno 1948 - 2 giugno 2026. Ottanta anni della Repubblica Italiana. Nella Storia le radici del futuro dell’Italia”.

E’ il tema di una iniziativa pubblica in programma il 2 giugno, dalle ore 18, presso la sala Lomartire, in piazza Risorgimento, su iniziativa di ANPI Avetrana e Sava.

Introduce e modera Salvatore De Felice, presidente ANPI Avetrana e Sava

Intervengono:

Enrico Consoli, docente di Storia e Filosofia

Ivano Decataldo, educatore, operatore culturale, consulente tecnico industriale

Manuel Vozza, componente del Consiglio regionale dei giovani della Puglia e presidente di Futura

Ferdinando Dubla, docente di Storia e Filosofia

Riccardo Pagano, docente universitario e presidente provinciale ANPI Taranto

«Il 2 giugno 1946 le italiane e gli italiani furono chiamati a scegliere tra la Repubblica e la Monarchia, a scegliere a quale forma di governo volevano affidare la Rinascita della loro Nazione dopo i disastri provocati dal fascismo e da una Monarchia debole e piegata alla volontà di Mussolini» è riportato in un comunicato.

«Il prossimo 2 giugno 2026, nella ricorrenza degli ottant’anni da quel referendum che ridisegnò l’assetto istituzionale italiano, se ne discute a Sava, dove il risultato fu schiacciante a favore della Monarchia (71,77%), e dove un nucleo di lungimiranti progressisti (il 28,23%), scegliendo la Repubblica, seppe affrancarsi dai condizionamenti di latifondisti e monarchici per porre le basi di una società più libera e democratica. 

Politica del progresso contro la politica della conservazione, della paura che diventa pretesto per ogni forma di repressione. 

La sfida, anche oggi, è sempre la stessa.  

A partire di quella pagina di Storia, proveremo a capire quanto del sogno repubblicano è stato realizzato e quanto ancora c’è da fare per attuare la Costituzione, che enuncia diritti (lavoro, salute, ambiente, ecc.) che spesso nel nostro quotidiano trovano alla loro piena attuazione gli ostacoli dovuti al prevalere di interessi particolari, veri e propri egoismi, non contenuti da una classe politica che, avendo perso la guida della parte migliore della società, quella formatasi nella Resistenza se nell’Antifascismo, si ritrova allo sbando in un mondo che cambia a velocità vertiginosa».