giovedì 28 maggio 2026


28/05/2026 08:58:38 - Manduria - Attualità

«“La Pastaia” resterà nei sapori che hai insegnato, nei clienti che sono diventati amici, nell’esempio che hai dato a chi pensa che per fare bene le cose serva solo avere il coraggio di iniziare»

Domenica prossima è l’ultimo giorno di attività de “La Pastaia”, un’attività storica di Manduria. Cinzia Chimienti, attraverso il nostro portale, invia una lettera aperta alla sorella Gianna, fondatrice e titolare dell’attività. Ecco il testo.

«Gianna, sorella mia,

tra qualche giorno la saracinesca del tuo negozio “La Pastaia” si abbasserà per l’ultima volta. 

E con lei si chiuderà un pezzo della nostra storia, quella che hai costruito tu con le tue mani.

Per 25 anni hai impastato non solo farina e acqua. Hai impastato mattine all’alba, notti senza sonno, vigilie di Natale iniziate alle 2 di notte ,coraggio, orgoglio e una testardaggine buona che solo chi parte da zero conosce. 

Sei partita da autodidatta, senza scuole di cucina e senza scorciatoie, e hai fatto de “La Pastaia” un nome che per tutti a Manduria voleva dire una cosa sola: qualità.

Chi non ricorda le tue prelibatezze? I tuoi ravioli, i tortellini, i pizzarieddi fatti rigorosamente a mano, come si faceva una volta con “lu frizzulo” e le orecchiette? E soprattutto, chi non ricorda che sei stata tu a inventare le orecchiette al Primitivo di Manduria? 

Un’idea nata dal voler raccontare la nostra terra anche in un piatto, unendo tradizione e intuizione. Da quel giorno, quella ricetta è diventata il tuo marchio, il tuo modo di dire “Io sono di qui”.

Per anni la tua bottega è stata più di un negozio. È stata un punto di riferimento. 

La gente entrava per comprare un chilo di pasta e usciva con un consiglio, una risata, una parola giusta al momento giusto. Perché tu ci mettevi questo, oltre alla farina: ci mettevi te stessa.

Oggi “La Pastaia” chiude perché il corpo, a un certo punto, chiede rispetto. I problemi di salute ti hanno costretta ad anticipare la pensione. 

Ed è proprio questo il rammarico più grande: chiudere quando l’attività è ancora perfettamente in piedi, avviata, conosciuta e stimata da tutti. 

Chiunque vorrà raccogliere il testimone, subentrare o acquistare, farà davvero un grande affare. Non eredita solo un laboratorio attrezzato e una clientela fedele, ma un nome che per 25 anni è stato sinonimo di fiducia.

Io oggi ti scrivo queste righe non come cliente, ma come sorella. 

Sono fiera di te. Fiera di ciò che hai saputo creare senza nessuno dietro, solo con la tua testa e le tue mani. Fiera di aver visto quanta gente, in questi anni, ti ha detto “grazie” con gli occhi oltre che con le parole.

“La Pastaia” chiude, ma quello che hai lasciato non chiude. Resta nei sapori che hai insegnato, nei clienti che sono diventati amici, nell’esempio che hai dato a chi pensa che per fare bene le cose serva solo avere il coraggio di iniziare.

Grazie, sorella mia. 

Per 25 anni hai dato un’anima al tuo lavoro. E quell’anima resterà».

Cinzia Chimienti