giovedì 28 maggio 2026


28/05/2026 15:52:48 - Manduria - Attualità

Il presidente nazionale di Confcommercio Carlo Sangalli: «Senza imprese non c’è crescita»

Nel cuore della seconda giornata del Salone Mediterraneo delle Imprese, nelle sale del Circolo Ufficiali della Marina Militare, il panel “Rigenerare per attrarre” ha acceso uno dei confronti più densi e attesi dell’intera manifestazione. Un dibattito che ha intrecciato analisi, visioni e buone pratiche, mettendo al centro un tema che oggi decide il destino delle città: come rilanciare le economie di prossimità, contrastare la desertificazione commerciale e restituire vitalità ai territori. Sul tavolo sono arrivati i dati dell’Istat, l’esperienza del Comune di Bari che ha saputo invertire la rotta del commercio di vicinato, e il caso di Varese, dove – grazie alla collaborazione tra Confcommercio e una società di telefonia mobile – è possibile mappare presenze, provenienze e tempi di permanenza dei visitatori per orientare in modo mirato l’offerta commerciale. Un mosaico di strumenti e modelli che ha mostrato come la rigenerazione urbana non sia un concetto astratto, ma un processo concreto fatto di scelte, alleanze e capacità amministrativa.

Ad aprire il confronto è stato il presidente nazionale di Confcommercio, Carlo Sangalli, che ha richiamato il valore strategico del tema. «Rigenerare per attrarre – ha detto – significa dare identità e innovazione alle città. La desertificazione commerciale non è solo un problema economico: è un impoverimento sociale, culturale e di sicurezza. Dal 2012 ad oggi sono scomparsi 156 mila negozi in Italia. Le attività di prossimità sono presidi insostituibili di vita urbana». Sangalli ha insistito sulla necessità di «regole chiare e stabili», ricordando che «senza regole non c’è mercato, senza mercato non ci sono imprese, senza imprese non c’è crescita e senza crescita non c’è coesione». Taranto, ha aggiunto, «interpreta la sua identità mediterranea come un ponte naturale di opportunità».

Il presidente di Confcommercio Taranto, Giuseppe Spadafino, ha riportato il discorso sul terreno locale, ricordando che «la rigenerazione è un tema che avevamo letto già trent’anni fa» e che oggi torna con urgenza. «Quelle serrande chiuse – ha affermato – possono diventare un’opportunità per i ragazzi, non un simbolo di degrado. I commercianti di Taranto hanno saputo essere un riferimento anche quando sono venuti a mancare i presidi istituzionali. Non arretreremo di un secondo: la situazione è drammatica e la dignità di chi apre la città ogni mattina va difesa». Spadafino ha annunciato che «il tema della rigenerazione sarà messo al centro del territorio» e che «abbiamo bisogno di una transizione concreta, non solo giusta».

Il direttore di Confcommercio Taranto, Tullio Mancino, ha collegato il tema ai dati demografici ed economici. «La nostra provincia – ha spiegato – vive più di altre la desertificazione urbana, perché è composta da piccoli comuni dove la perdita di presidi commerciali coincide con un calo di sicurezza, socialità e attrattività». Mancino ha ricordato che «dieci startup giovanili nate nell’ultimo anno dimostrano che esiste una spinta dal basso», ma che i Comuni «faticano a intercettare risorse per mancanza di personale qualificato e difficoltà nella progettazione e rendicontazione». Da qui l’importanza del protocollo firmato a fine incontro con Anci Puglia: «Non basta avere risorse, serve che il territorio sia attrezzato per coglierle».

Il presidente di Anci Puglia, Gaetano Manfredi, ha sottolineato che «rigenerare le città significa garantire crescita, inclusione sociale e capacità di affrontare le grandi trasformazioni in atto». Per Manfredi, «i Comuni sono in prima linea nel creare un nuovo patto tra imprese e istituzioni locali», e l’iniziativa di Taranto «merita il massimo sostegno».

Il vicepresidente di Anci Puglia, Onofrio Dicillo, ha portato la prospettiva dei sindaci. «Rigenerare per attrarre – ha detto – significa rendere i nostri comuni capaci di offrire qualità della vita, servizi e opportunità. Una strada rifatta o una piazza recuperata non bastano: il cambiamento arriva quando attorno a quei luoghi nasce vita, commercio, comunità». Dicillo ha ricordato che «le economie di prossimità sono presidio sociale» e che «nessun Comune può affrontare da solo queste sfide: servono reti tra istituzioni, imprese, associazioni e cittadini».

La fotografia statistica è arrivata da Agata Maria Madia Carucci dell’Istat, che ha mostrato come «la provincia di Taranto stia cambiando struttura economica, con un peso crescente dei servizi e una popolazione che decresce e invecchia». Carucci ha evidenziato che «il commercio al dettaglio perde unità locali ma aumenta gli addetti, segno di una crescita della grande distribuzione», e che «il turismo cresce negli arrivi ma resta debole nelle permanenze». Ha insistito sull’importanza dei «dati granulari, comunali e sub-comunali», perché «senza i punti non si fa il quadro».

Paolo Testa, responsabile nazionale per l’urbanistica di Confcommercio, ha richiamato la necessità di leggere la crisi del commercio dentro le trasformazioni sociali. «Il conflitto nelle città è crescente – ha detto – e la desertificazione colpisce in modo diverso le varie tipologie merceologiche. Il lavoro che stiamo facendo ha senso solo se c’è dialogo continuo con i territori».Roberto Covolo, dirigente del Comune di Bari, ha illustrato il modello che ha permesso al capoluogo di rilanciare il commercio di prossimità attraverso rigenerazione urbana, spazi pubblici riqualificati e politiche integrate. Federico Delpiano, responsabile comunicazione di Uniascom Varese, ha mostrato come la collaborazione con una società di telefonia mobile consenta di «mappare presenze, provenienze e tempi di permanenza» per orientare strategie commerciali basate su dati reali. Davide Urban, direttore generale di Confcommercio Ferrara, ha portato l’esperienza di una città che ha saputo legare cultura, commercio e rigenerazione attraverso la collaborazione con Ferrara Arte.

A conclusione del panel, Confcommercio Taranto e Anci Puglia hanno sottoscritto un protocollo d’intesa sulla rigenerazione urbana, un patto che punta a trasformare analisi e buone pratiche in progettualità concrete. Un impegno condiviso che ha chiuso una giornata intensa, confermando che la rigenerazione non è solo un tema tecnico, ma una sfida culturale e politica che riguarda il futuro stesso delle città.