domenica 07 giugno 2026


07/06/2026 12:35:14 - Manduria - Politica

«La speranza è che questa vicenda induca una riflessione profonda sulle responsabilità politiche che hanno condotto a tale situazione e che possa rappresentare l’inizio di un percorso di ricostruzione autentica, fondato sul coinvolgimento delle persone, sul radicamento territoriale e sulla valorizzazione delle energie migliori della comunità»

Riceviamo, e pubblichiamo, un comunicato che reca le firme di Dino Filoni e Gianluca Dinoi. Ecco il testo.

«La chiusura della sede del circolo del Partito Democratico di Manduria rappresenta una pagina amara per la vita politica cittadina. Non accadeva dal 2007 che il PD manduriano fosse costretto a chiudere il proprio presidio territoriale, luogo di confronto, partecipazione e presenza politica al servizio della comunità.

Si tratta dell'ennesimo episodio che certifica le difficoltà di un partito che, a livello locale, appare sempre più privo di una chiara direzione politica e organizzativa. Una situazione che, a nostro avviso, è il risultato di una gestione commissariale e di una segreteria provinciale che non sono state capaci di rilanciare il partito né di ricostruire quel rapporto con gli iscritti, i simpatizzanti e la comunità che dovrebbe rappresentarne la principale ragion d'essere.

La chiusura della sede non è soltanto un fatto logistico. È il simbolo di una crisi più profonda che investe il ruolo e la capacità del Partito Democratico di essere punto di riferimento per cittadini, militanti e amministratori. Quando chiude una sede politica, non si spegne soltanto una luce: viene meno un luogo di aggregazione, di ascolto e di partecipazione democratica.

Oggi, insieme a numerosi amici e simpatizzanti che in questi anni hanno sostenuto il circolo con passione e dedizione, abbiamo provveduto a svuotare i locali della sede. Quegli stessi locali che avevamo arredato con sacrificio, recuperando scrivanie, mobili e attrezzature grazie all'impegno volontario di tante persone che credevano nel valore della presenza politica sul territorio.

Vedere oggi quei locali svuotati suscita inevitabilmente amarezza. Tuttavia, resta la consapevolezza di aver lavorato con serietà e dedizione per mantenere vivo un luogo che rappresentava non soltanto una sede politica, ma anche un punto di incontro per quanti credevano nella partecipazione e nell'impegno civico.

La speranza è che questa vicenda induca una riflessione profonda sulle responsabilità politiche che hanno condotto a tale situazione e che possa rappresentare l’inizio di un percorso di ricostruzione autentica, fondato sul coinvolgimento delle persone, sul radicamento territoriale e sulla valorizzazione delle energie migliori della comunità».

 

Dino Filoni

Gianluca Dinoi