martedì 09 giugno 2026


09/06/2026 17:06:43 - Avetrana - Attualità

«Se l’acqua pubblica è un bene comune, il silenzio istituzionale rischia di trasformarsi in un problema ancora più grande della chiusura delle fontane stesse»


Riceviamo, e pubblichiamo, una lettera di Michele Olivieri. Ecco il testo.

«Dalle fontane pubbliche continua a non uscire più acqua e il dibattito in paese torna ad accendersi. Da piazza dei Martiri a piazza Vittorio Veneto, fino alle storiche fontanelle di quartiere, l’acqua che per decenni ha rappresentato un servizio pubblico essenziale sembra essere scomparsa dalla vita quotidiana della comunità.
A suscitare perplessità non è soltanto l’assenza delle fontane, ma soprattutto il silenzio dell’Amministrazione comunale, che finora non ha fornito spiegazioni chiare sulle prospettive future di questi servizi né ha illustrato eventuali soluzioni alternative per garantire ai cittadini l'accesso all'acqua pubblica.
Molti residenti ricordano come le fontane abbiano accompagnato la storia del paese sin dall'arrivo dell'Acquedotto Pugliese nel 1928, diventando simboli di progresso, socialità e uguaglianza. Oggi, invece, ciò che resta è l'immagine di strutture prive della loro funzione originaria e di spazi pubblici che hanno perso uno degli elementi più caratteristici della loro identità.
Le difficoltà legate alla gestione delle risorse idriche sono note, ma per molti cittadini la soluzione non può essere la semplice eliminazione del servizio. “Amministrare significa trovare risposte, non togliere ciò che appartiene alla collettività”: è una delle osservazioni che circolano sempre più frequentemente tra i residenti.
Nel frattempo il paese continua ad attendere una presa di posizione ufficiale. Perché se l’acqua pubblica è un bene comune, il silenzio istituzionale rischia di trasformarsi in un problema ancora più grande della chiusura delle fontane stesse».

Michele Olivieri