«Il risultato elettorale non interrompe il percorso costruito; al contrario, rende ancora più necessario un lavoro permanente sui temi, nei quartieri, con le associazioni, dentro la partecipazione cittadina»

Riceviamo, e pubblichiamo, l’analisi del voto delle Comunali 2026 del partito della Rifondazione Comunista, circolo “A. Gramsci” Manduria-Avetrana. Ecco il testo.
«Nella recente tornata elettorale per le amministrative, il Partito della Rifondazione Comunista ha raddoppiato, da nord a sud, il numero dei comuni nei quali è stato presentato il proprio simbolo. Laddove ciò non è accaduto, Rifondazione è stato determinante nella costituzione di liste civiche di sinistra. La media dei risultati elettorali ci consegna l’esistenza di una forza ben più forte degli “zero virgola” cui i sondaggi vogliono provare a confinarci e che dimostra un radicamento territoriale fondamentale.
Nella nostra regione, in particolare, spicca il risultato ottenuto a Molfetta: col 67,47% Manuel Minervini, ingegnere aereonautico di 36 anni, militante di Rifondazione, è il nuovo sindaco della città alla guida di tutto il campo largo.
Ma non è solo l’affermazione di Manuel e quella di un Partito della Rifondazione Comunista che si attesta al 6,4% ciò che ci fa guardare con interesse a quanto accaduto nel comune adriatico.
Il circolo “Antonio Gramsci” del PRC di Manduria-Avetrana è stato promotore e protagonista del percorso che ha portato, nell’aprile del 2025, alla presentazione alla città del coordinamento politico-territoriale permanente denominato “a Sinistra!”. Si trattava - e si tratta - di un tavolo di concertazione tra le varie anime del progressismo messapico, che ha permesso quel confronto continuo e propositivo capace di portarci, coesi e affiatati, alla costruzione di un programma condiviso e di una condivisa strategia alle ultime comunali.
Negli scorsi mesi, dal nostro partito è stato accolto con soddisfazione la volontà di PD e Demos di partecipare a questo dialogo.
Perché in “a Sinistra!” non si entra; ad “a Sinistra!” si partecipa.
È un coordinamento, non un contenitore.
È il punto di incontro nel quale culture politiche affini portano l’arricchimento della propria identità. Al cammino intrapreso lo scorso anno da Rifondazione, AVS, PCI e Civici, PD e Demos hanno garantito un apporto proficuo, impegnato e leale alla costruzione di questo progetto che, in pochi mesi, è stato capace di attrarre interesse, di porre la prima pietra della (ri)costruzione di un centrosinistra “mandurino” compatto e di portare all’elezione di un consigliere di riferimento dell’intera area nella persona di Stefania Ruggieri.
A lei, che da candidata sindaca ha guidato questo nostro progetto, Rifondazione Comunista esprime il suo plauso per il lavoro fatto e per il risultato ottenuto. Da questa prima orma, dal passo di Stefania, inizia la nostra lunga strada. Il risultato elettorale non interrompe il percorso costruito; al contrario, rende ancora più necessario un lavoro permanente sui temi, nei quartieri, con le associazioni, dentro la partecipazione cittadina. La presenza in Consiglio comunale sarà uno strumento al servizio di questo lavoro collettivo.
Quella che a Manduria si è rivelata un’avventura difficile ma bella e capace di portare a casa un risultato, a Molfetta ha significato la vittoria. Come a dimostrare che il risultato ottenuto qui è frutto di elementi contingenti e autoctoni ma che la via intrapresa è quella giusta.
La coalizione che ha portato all’elezione di Minervini ricalca (quasi) esattamente quella della lista “a Sinistra!”: Rifondazione, AVS, Demos, PD, Civici; a Molfetta si aggiungevano i 5 Stelle che invece, in questa fase, a Manduria hanno scelto prematuramente di andare in autonomia. Siamo fiduciosi sul fatto che, la condivisa battaglia in opposizione nel consiglio comunale, possa favorire in futuro interlocuzioni propositive anche col movimento guidato a livello nazionale da Giuseppe Conte.
Un’altra affinità tra le due situazioni sta nel fatto che anche nella città barese la sezione locale del PD è stata commissariata per evitare che il partito fosse portato innaturalmente fuori dal perimetro del centrosinistra. La presa di posizione dei dirigenti e la presenza di un commissario non hanno impedito ai Dem di contribuire attivamente alla vittoria di Manuel, dicendo no a trasformismi e ambiguità.
Valutando tutti assieme questi elementi, la posizione del nostro circolo è chiara: tutti gli attori che hanno partecipato da subito, che sono subentrati in corsa o che vorranno partecipare al coordinamento progressista, a questo parlarsi fra condomini che è “a Sinistra!” dovranno – dovremo – ciascuno lavorare per il proprio radicamento nel territorio e, parallelamente, continuare a tenere roventi le linee di comunicazione fra tutti. La solidità di questo tavolo non dipenderà dalla capacità di uniformarci ma dalla capacità di mettere in comune competenze, esperienze e sensibilità per costruire un’alternativa credibile e radicale al governo della città.
Per quanto riguarda il radicamento del nostro partito, accanto alla mobilitazione sui temi a noi cari (che siano locali o nazionali), sentiamo il dovere di diventare un presidio di informazione e formazione di anticorpi rispetto a ciò che il vannaccianismo va propugnando come in un video dell’Istituto Luce pure nelle strade della nostra città. Consideriamo le divisioni ideologiche come parte della battaglia politica ma crediamo che il revisionismo sia ben altra cosa e ci opporremo a qualsiasi deriva antidemocratica e discriminatoria della nostra comunità. La corsa al centro e il trasformismo hanno aperto la strada alla destra presentabile prima, alla peggiore destra poi. Il nostro vuole essere un progetto coerente e credibile di cambiamento, una volontà di rottura generazionale e un presidio antifascista».

