giovedì 13 agosto 2026


02/08/2026 08:29:19 - Manduria - Cultura

«Un rozzo sacello posto sul ciglio della strada che racchiude un dipinto con San Pietro, S. Gregorio e l’Immacolata»

«Un rozzo sacello posto sul ciglio della strada che racchiude un dipinto con San Pietro, S. Gregorio e l’Immacolata»: così Michele Greco descrive l’edicola votiva che i manduriani conoscono come la “Culonna di San Pietru”.

Lo fa nell’articolo “Santu Pietru di li macchi”, nella rubrica “Folclore mandurino e note di Storia, Letteratura e Curiosità paesane” sul giornale «La Torretta» del 2 maggio 1926, raccontando dello svolgimento della processione arborea, e indicandola come uno dei luoghi nei quali erano previsti la sosta dei partecipanti, la predica religiosa e la distribuzione del pane benedetto ai fedeli.  

L’articolo di Michele Greco è riportato in un opuscolo del 1967 curato da Pasquale Spina,[1] il quale descrive dettagliatamente il manufatto: «È a circa un Km e mezzo dalla chiesetta della Pietà, in un vigneto di proprietà di Gerolamo Dinoi (Cilormu Ficoni). È in conci di tufo e malta di calce, con base di m. 1,85 x 0.85 e alta m. 2.85. Nel mezzo si apre una nicchia larga cm. 77, profonda cm. 58 e alta m. 1. Sulla nicchia vi è l’iscrizione su lapide (cm. 57 x 27): FERMA IL PASSO O VIAGGIATORE / INCHINATI A MARIA / E PENSA CHE SI MUORE / A.D. 1890. Del dipinto nessuna traccia».[2]

In tempi a noi più vicini, è Bruno Perretti a occuparsi della “Culonna”, censendola nel suo volume “Testimonianze cristiane nel territorio rurale di Manduria”[3]. Qui viene descritta “calcinata in rosso” e con una nicchia sopra la quale è posta una targa con la scritta: SPERA E PREGA / S. Pietro / Fèrmiti. 

Con parole diverse, ritorna il riferimento alla sosta prevista durante la processione penitenziale. Rosario Giuseppe Coco ci informa che la ‘Culonna’ (fatta costruire da Gregorio Dinoi) rappresenta la seconda e ultima stazione della processione.[4] Qui viene esploso un forte botto, “lu cognu”, per segnalare ai fedeli rimasti in paese e accorsi in piazza della Pietà l’arrivo del quadro con l’effige del Santo.

Pur conservando lo stesso stile architettonico del passato, nel 2010 l’edicola è stata totalmente ricostruita, poiché abbattuta dall’impatto seguito a un incidente stradale.

Attualmente, la struttura appare rialzata rispetto al piano di calpestio stradale, Nella parte superiore, una targa nella quale è stata ripristinato il messaggio del 1890: «Ferma il passo o viaggiatore / inchinati a Maria e prega / e pensa che si muore».

Nella parte sottostante, si legge scolpito nel tufo: «Ricostruita con le libere offerte / dei fedeli in occasione della / processione di San Pietro da Bevagna / a Manduria il 13 Marzo 2010».

L’intera costruzione è stata realizzata dal maestro Felice Sgura. L’elaborazione grafica è del geom. Emilio Distratis, al quale si deve la proposta e il ripristino della scritta originaria. Ringraziamo, inoltre, il sig. Distratis per aver fornito, in altra occasione, alcune precisazioni in merito all’argomento trattato.

La “Culonna ti San Pietru” è posta sulla S.P. 137 per san Pietro in Bevagna (coordinate GPS Google Maps 40°22'39.6"N 17°38'25.3"E).

 

[1] Michele Greco, “San Pietro in Bevagna”, introduzione e note di Pasquale Spina, Arte Tipografica Artigiana, Manduria 1967, p. 18.

[2] Ivi,  nota n. 22.

[3] Bruno Perretti, “Testimonianze cristiane nel territorio rurale di Manduria”, Barbieri, Manduria 2000, pp. 72-75.

[4] Rosario Giuseppe Coco, ‘Manduria tra Taranto e Capo d’Otranto. Etimo mito e storia del territorio’, G. Selvaggi 2009, p. 425).