Il patrimonio archeologico non acquista valore soltanto quando viene studiato, documentato e tutelato. Acquista un significato pubblico quando quella conoscenza torna alle persone

C’è chi pagaia. Chi guarda il fondale. Chi porta i bambini. Chi scopre un luogo che magari conosceva da sempre, ma non aveva mai osservato in questo modo.
E sì, c’è anche chi ha deciso che un’escursione archeologica in mare fosse perfettamente compatibile con quattro zampe.
Queste immagini arrivano dalle attività di fruizione del Parco Sommerso e Costiero di Porto Cesareo e raccontano qualcosa che per noi conta molto: il patrimonio archeologico non acquista valore soltanto quando viene studiato, documentato e tutelato. Acquista un significato pubblico quando quella conoscenza torna alle persone.
Dietro i percorsi che oggi si possono vivere ci sono anni di ricerca archeologica, studio del territorio e lavoro sul patrimonio sommerso condotti dall’Università del Salento e dal gruppo ArcheoSub sotto la direzione scientifica della prof.ssa Rita Auriemma.
Davanti, invece, ci sono loro.
I visitatori.
Ed è probabilmente questa la parte più bella del passaggio dalla ricerca alla fruizione.



