«Candidare quanti più vigneti possibile, sperando nel loro riconoscimento, potrebbe creare un fronte di resistenza “certificato” ai processi autorizzatori, futuri e in atto, di impianti eolici impattanti»

L’Elenco dei vigneti eroici e storici della Regione Puglia può rappresentare un’opportunità per arginare l’eolico selvaggio.
È quanto sostengono Archeoclub - sede di Manduria e Artilibrio in una lettera inviata al sindaco Domenico Sammarco, nella quale si fa riferimento al Tavolo Permanente sul Primitivo, recentemente convocato dall’Amministrazione comunale anche su questo tema.
Nella missiva, le due associazioni ricordano in particolare che la qualifica di vigneto storico viene attribuita alle coltivazioni antecedenti al 1960, che utilizzano forme di allevamento tradizionali o che contengono al loro interno sistemazioni (terrazzamenti o altre forme) idraulico-agrarie storiche o di particolare valore paesaggistico. Un riconoscimento che permette di tutelare l’integrità e valorizzare la bellezza paesaggistica dei vigneti in questione, anche attraverso incentivi economici.
Già nel primo periodo di candidatura, culminato lo scorso 9 giugno con la pubblicazione di un Elenco iniziale, Manduria ha contato l’ammissione di 22 vigneti storici, per un totale di circa 12 ettari. Appezzamenti di terreno che, secondo una prima ricognizione effettuata dalle stesse associazioni, potrebbero subire la beffa di vedersi collocare a poca distanza mastodontiche torri eoliche, come previsto da alcuni dei numerosi progetti autorizzati o in corso di autorizzazione.
L’opportunità individuata da Archeoclub e Artilibrio deriva dalla recente apertura del secondo periodo di candidatura all’integrazione in Elenco. «Il prossimo 28 settembre – scrivono le associazioni – scadrà la possibilità da parte dei proprietari di vigneti candidabili di iscriversi alla piattaforma regionale che raccoglie le domande di riconoscimento dei vigneti storici ed eroici. Candidare quanti più vigneti possibile, sperando nel loro riconoscimento, potrebbe creare un fronte di resistenza “certificato” ai processi autorizzatori, futuri e in atto, di impianti eolici impattanti».
Da qui l’appello al sindaco a cogliere questa opportunità, sensibilizzando i viticoltori manduriani a candidare i propri vigneti aventi i requisiti richiesti e sollecitando i corpi intermedi (Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria Doc e Docg e associazioni di categoria) a fare altrettanto.
«Impugnare la contraddittorietà di provvedimenti, che da un lato tutelano il paesaggio agrario e dall’altro ne permettono lo scempio – concludono le due associazioni –, potrebbe costituire una strategia efficace per fermare l’aggressione silente al territorio di Manduria, oggi ormai sotto gli occhi di tutti».

