Si tratta di un’azione pilota realizzata per contribuire alla conservazione della tartaruga palustre europea e, più in generale, alla tutela della biodiversità degli ecosistemi umidi del territorio

Il 16 e 17 ottobre le Riserve Naturali Regionali Orientate del Litorale Tarantino Orientale hanno ospitato due giornate dedicate al progetto NESTS, finanziato dal Programma InterregVI-A Grecia–Italia 2021–2022027, che hanno visto la partecipazione di oltre 30 stakeholder, esperti e operatori impegnati nella tutela della biodiversità e nella gestione delle aree naturali protette.
Momento centrale delle due giornate è stata, nella mattinata del 17 ottobre, presso la Casa del Parco di Masseria Marina a Manduria, l’inaugurazione del nuovo Centro di riproduzione della Emys Orbicularis, azione pilota realizzata nell’ambito del progetto NESTS per contribuire alla conservazione della tartaruga palustre europea e, più in generale, alla tutela della biodiversità degli ecosistemi umidi del territorio.
L’inaugurazione ha rappresentato non soltanto la presentazione di un nuovo intervento concreto a favore della conservazione di una specie autoctona, ma anche un’importante occasione di confronto tra istituzioni, tecnici e stakeholder sulle attività di monitoraggio, gestione e protezione degli habitat naturali.
All’iniziativa ha preso parte anche il sindaco di Manduria, Domenico Sammarco, che ha voluto sottolineare il valore del lavoro portato avanti dalle Riserve e dall’intero partenariato di progetto.
«Oggi voglio innanzitutto rivolgere i miei complimenti a tutti i partner coinvolti nel progetto NESTS e alle Riserve per il lavoro che stanno portando avanti con continuità e perseveranza per la tutela e la valorizzazione del nostro territorio. Interventi come questo dimostrano quanto sia importante tradurre gli obiettivi di tutela della biodiversità in azioni concrete. Proteggere le specie e gli habitat significa prendersi cura di un patrimonio che appartiene alle nostre comunità e, allo stesso tempo, costruire occasioni di collaborazione e di scambio con altri territori. La cooperazione tra istituzioni, enti gestori, esperti e comunità locali è fondamentale per garantire risultati duraturi e trasmettere questo patrimonio alle generazioni future».
L’inaugurazione si è inserita all’interno di una più ampia attività formativa sviluppata tra il pomeriggio del 16 ottobre e la mattinata del 17 ottobre, pensata per rafforzare le competenze degli operatori e, allo stesso tempo, favorire la creazione di una rete tra soggetti che, con ruoli e professionalità differenti, operano nel campo della tutela della biodiversità e della gestione dei siti Natura 2000. Alla formazione hanno preso parte, tra gli altri, direttori e responsabili di parchi naturali e riserve protette pugliesi, tecnici ed esperti ambientali, rappresentanti di enti pubblici e soggetti impegnati nella gestione e conservazione del patrimonio naturale, creando un’importante occasione di confronto tra professionalità ed esperienze diverse.
In linea con gli obiettivi del progetto NESTS, la formazione è stata concepita non soltanto come momento di trasferimento di conoscenze, ma come occasione per mettere in relazione enti gestori, tecnici, esperti e stakeholder, condividere metodologie ed esperienze e rafforzare le capacità necessarie per affrontare in maniera sempre più efficace le sfide legate alla conservazione della biodiversità.
Le attività hanno alternato lezioni frontali, momenti di confronto e attività pratiche sul campo, permettendo ai partecipanti di approfondire metodologie di monitoraggio e conservazione e, al tempo stesso, di confrontarsi direttamente con le caratteristiche e le esigenze di gestione degli ecosistemi presenti nel territorio delle Riserve.
In particolare, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di visitare la Palude del Conte e la Salina dei Monaci, osservandone direttamente le principali caratteristiche ambientali e naturalistiche. Le visite hanno consentito di approfondire il valore degli ambienti umidi costieri e salmastri, la loro relazione con i sistemi dunali e con la vegetazione mediterranea, nonché il ruolo fondamentale che tali habitat svolgono per la conservazione di numerose specie animali e vegetali e per il mantenimento dell’equilibrio ecologico del sistema costiero.
L’esperienza sul campo ha permesso così di collegare gli approfondimenti teorici alle concrete esigenze di monitoraggio, gestione degli habitat e conservazione delle specie, favorendo il confronto tra i partecipanti sulle diverse esperienze e sulle pratiche potenzialmente trasferibili anche ad altri siti Natura 2000.
Le due giornate hanno quindi unito formazione, esperienza diretta sul territorio e azioni concrete di conservazione, trovando nell’inaugurazione del Centro di riproduzione della Emys Orbicularis il momento più significativo e tangibile dell’iniziativa. Un risultato che testimonia l’approccio di NESTS: rafforzare le competenze, creare connessioni tra gli attori che operano per la biodiversità e trasformare la cooperazione transfrontaliera in interventi concreti a tutela degli ecosistemi e delle specie.



