lunedě 26 ottobre 2026


26/10/2026 13:37:01 - Maruggio - Cronaca

I Carabinieri della Stazione di Maruggio hanno arrestato in flagranza di reato un 22enne e un 25enne, entrambi della provincia jonica, presunti responsabili di truffa aggravata in concorso: sono accusati di aver tentato di truffare un 85enne

Due distinti interventi dei Carabinieri a Roccaforzata e Maruggio hanno portato all’arresto di tre uomini, presunti responsabili di truffa aggravata.

Determinanti le segnalazioni al Numero unico di emergenza 112, che hanno consentito ai militari dell’Arma di intervenire tempestivamente e impedire che i raggiri andassero a compimento.

Il primo episodio si è verificato nella mattinata di sabato 24 ottobre a Roccaforzata, dove i militari della Stazione Carabinieri di San Giorgio Ionico hanno arrestato in flagranza di reato un 48enne campano.

Secondo quanto ricostruito, una donna di 58 anni del posto ha ricevuto una telefonata proveniente da un numero anonimo sul proprio cellulare: dall’altro capo, un uomo - che si sarebbe presentato come Maresciallo dei Carabinieri – l’avrebbe convinta, con il pretesto di una presunta indagine a suo carico, a preparare denaro contante e monili in oro da consegnare a un presunto collega, sostenendo che tale procedura servisse a dimostrare l’estraneità ai fatti contestati.

La situazione ha insospettito il figlio della donna, presente proprio in quel frangente congiuntamente alla madre; lo stesso, palesemente insospettitosi, ha quindi contattato il 112, consentendo l’avvio dell’intervento.

I militari dell’Arma, acceduti nell’abitazione, hanno colto l’uomo - presentatosi per ritirare il denaro e gli oggetti preziosi - proprio nel momento della consegna bloccandolo. Il 48enne è stato quindi identificato e arrestato.

Al termine delle formalità di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, lo stesso è stato condotto presso la casa circondariale di Taranto.

A poche ore di distanza dello stesso pomeriggio, un secondo intervento si è verificato a Maruggio, dove i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato in flagranza di reato un 22enne e un 25enne, entrambi della provincia jonica, presunti responsabili di truffa aggravata in concorso.

In questo caso, a far scattare l’allarme è stata invece una vicina di casa di un anziano di 85 anni, in quanto - insospettitasi per l’atteggiamento ansioso dell’uomo che, a sua richiesta, le avrebbe confidato di attendere una pattuglia di Carabinieri, a cui avrebbe dovuto consegnare una somma contante – segnalava la situazione al 112, che ha consentito l’immediato intervento dei militari dell’Arma.

I Carabinieri, accorsi sul posto e acceduti in abitazione, si sono imbattuti in un 25enne sorpreso in possesso di una cospicua somma di denaro e monili, poco prima consegnatagli dall’anziano. Nel corso dell’intervento è stato individuato anche il presunto complice, un 22enne, trattenutosi nella circostanza a breve distanza dall’abitazione a bordo di un’autovettura.

Secondo quanto ricostruito, previo contatto telefonico con l’uomo nel cui ambito quest’ultimo sarebbe stato avvertito dell’avvenuto furto della propria autovettura e dello stato di fermo in Caserma per accertamenti della propria nipote, i due giovani si sarebbero presentati presso l’abitazione dell’anziano per il ritiro di soldi e monili: di lì la conversazione con la vicina di casa e l’attivazione dell’Arma dei Carabinieri, che ha permesso di interrompere il verosimile intento delittuoso. 

Ultimate le formalità di rito presso la caserma, su disposizione dell’autorità giudiziaria, i due giovani sono stati accompagnati presso le rispettive abitazioni e sottoposti agli arresti domiciliari.

I due episodi confermano non solo l’importanza della tempestiva collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine nel contrasto alle truffe, in particolare quelle ai danni delle persone anziane, spesso prese di mira da malintenzionati che fanno leva sulla fiducia nelle istituzioni e sulla paura di essere coinvolti in presunte vicende giudiziarie, ma anche sull’imprescindibile importanza dei contatti con parenti, vicini di casa e impiegati di istituti di credito, quali “sentinelle” di comportamenti sospetti.

L’Arma dei Carabinieri è costantemente impegnata nella prevenzione e nel contrasto delle truffe, con particolare attenzione a quelle commesse ai danni delle persone più vulnerabili. Attraverso il controllo del territorio, le attività investigative, gli incontri informativi e le campagne di sensibilizzazione, i militari promuovono la diffusione di comportamenti utili a riconoscere e prevenire i tentativi di raggiro.

I Carabinieri ricordano che nessun appartenente alle forze dell’ordine è autorizzato a chiedere denaro o gioielli per verifiche investigative o per dimostrare l’innocenza di una persona. In caso di telefonate sospette, richieste di denaro o visite inattese da parte di sedicenti appartenenti alle forze dell’ordine, è fondamentale non consegnare contanti o oggetti preziosi e contattare immediatamente il numero di emergenza 112, evitando di fidarsi delle sole qualifiche dichiarate dagli interlocutori.

Come previsto dalla legge, tutti sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.