martedì 29 novembre 2022

29/01/2011 17:17:32 - Provincia di Taranto - Cultura

La differenza dell’approccio fra “migrantes” e “digital natives”

 
Internet e le sue potenzialità: vantaggi da un lato e possibili rischi dall’altro. Se ne è parlato molto opportunamente a Carosino nella due giorni promossi dalla locale parrocchia S. Maria delle Grazie, con il contributo del Centro Culturale Comunic@re e dell’Oratorio. La prima giornata è stata dedicata ai giovanissimi (di età compresa tra 11 e 16 anni) i quali, presenti in buon numero nel salone parrocchiale, si sono subito sentiti a loro agio anche per il “taglio” informale e più diretto che gli organizzatori hanno dato alla serata.
L’incontro è veramente andato al di là di ogni più rosea aspettativa, in quanto i ragazzi si sono subito mostrati interessati ed hanno accettato il confronto “alla pari” sulle classiche tematiche quali facebook, messanger, chat, internet, che risultano molto spesso argomenti quasi tabù, se si tratta di affrontarli con i genitori e/o gli adulti. Guidati dagli esperti della serata, tra battute, risate e cose serie, i giovanissimi hanno avuto modo di apprendere comunque alcune importantissime e basilari regole comportamentali per assicurarsi un minimo di consapevole sicurezza durante la navigazione in internet e soprattutto nel corso dell’utilizzo dei social networks. Numerosissimi a riguardo gli interventi dei ragazzi, cui gli esperti ma anche i due sacerdoti presenti all’incontro don Lucangelo De Cantis e don Graziano Lupoli, hanno dato risposta.
Alla fine dell’incontro, a tutti i giovanissimi presenti è stato donato dalla parrocchia una interessante guida al web, contenente alcuni consigli per navigare sicuri e senza “affogare” nell’era di internet.
Più complessa ed articolata la seconda serata cui il prof. Massimiliano Padula, pur con l’ostica tematica trattata, è riuscito a dare un “taglio” abbastanza comprensibile ai più. Le difficoltà e le conseguenze di utilizzo di questi mezzi e dei loro applicativi, sono scaturiti fatalmente dal dibattito con una platea attenta ed interessata, composta non solo da genitori, ma anche da docenti e da giovani.
Il problema, ha avuto modo di sottolineare il docente della Pontificia Università Lateranense di Roma, è generato dall’inevitabile gap generazionale sorto tra i cosiddetti “migrantes” (tutti quelli nati grossomodo prima del 1996) ed i “digital natives” (nati dopo il ’98). Differenze precisa sempre Padula, che non seguono più i risvolti sociali di una volta (cultura, classe di emancipazione, età,ecc.) , ma sono ancora più difficili in quanto vi è un enorme divario anche in termini di “abilità tecnologica”. I cosiddetti digital natives infatti, rispetto già semplicemente ai loro coetanei di appena dieci anni fa ad esempio, hanno si direbbe “nel sangue” la multimedialità ed il multitasking (la capacità, cioè di fare ed elaborare più cose contemporaneamente) con cui utilizzano questi tipi di media.
Dal discorso è comunque emerso sempre il rischio che si corre nell’utilizzo di questo nuovo ed immenso contenitore che è internet. Un rischio che richiede certamente una sorta di “codice etico” (esattamente come nella vita reale) che faccia da filtro comunicativo ed attivi quelle difese indispensabili ad un suo sano impiego. Anche  per questo la Chiesa, da sempre vicina all'uomo, sente la necessità oggi più che mai di promuovere dibattiti e di riempire questo spazio virtuale con momenti di sana aggregazione ed impegno, nella consapevolezza che anche questi incontri possono rappresentare un passaggio positivo nella lotta all'emergenza educativa.
 
 
Floriano Cartanì








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