06/03/2019 10:24:04 - Maruggio - Attualità

L’azione ha portato a riempire 6/7 sacchi di plastica. In passato trovata anche una lattina in plastica del 1984

I rifiuti sono una delle principali minacce agli ecosistemi marini e rappresentano un rischio crescente alla biodiversità, l’ambiente, l’economia e la salute. Li chiamiamo rifiuti ‘marini’, ma in gran parte arrivano da terra, da discariche abusive e le pratiche di smaltimento scorrette.

La stragrande maggioranza dei rifiuti trovati in spiaggia e sui fondali è in plastica: si stima che, in tutto il mondo, ogni anno circa 8 milioni di tonnellate di plastica finiscano in mare e la quantità è destinata ad aumentare. Il nostro mare è considerato una delle zone critiche del pianeta: nel Mediterraneo la concentrazione dei rifiuti in mare è pari a quella delle cosiddette “isole galleggianti” dell’oceano Pacifico. La plastica con il tempo si sbriciola – senza però mai sparire del tutto, destinata spesso a esser ingoiata da quegli stessi pesci, crostacei e molluschi che arrivano poi sulle nostre tavole.

Dalle alici alle balene, dalle tartarughe agli uccelli marini, sono almeno 135 le specie marine mediterranee che ingeriscono oggetti di plastica o vi finiscono intrappolati . Il risultato è spesso fatale: alcuni muoiono soffocati, altri per blocco gastrointestinale, altri ancora non riescono più ad assorbire il nutrimento dal cibo. Col tempo la plastica si frammenta, senza mai dissolversi del tutto. Questa polvere di plastica è un pericolo ancor più insidioso: i frammenti possono essere ingeriti prima dal plancton e poi, via via, da tutti gli anelli della catena alimentare.

Discariche abusive e mancanza di depuratori sono i principali responsabili dell’accumulo di rifiuti in mare. In Mediterraneo  però una importante fonte di rifiuti sono le attività ricreative, turistiche e la pesca professionale. Giocattoli dei bimbi, puntali d’ombrellone, bustine di gelati o caramelle, flaconi di lozione solare vengono dal turismo balneare; esche, lenze, confezioni di pastura sono rifiuti di pescatori ricreativi, mentre reti e retine per le cozze provengono dalla pesca professionale. Impossibile sapere invece chi abbia abbandonato le migliaia di bottigliette, flaconi, sacchetti, mozziconi di sigaretta che appestano le nostre spiagge.

Una cosa però è certa: la maggior parte dei rifiuti sulle nostre coste è di provenienza italiana e spesso locale, come dimostrano le scritte presenti su molti oggetti rinvenuti in spiaggia.

Gli oggetti più frequenti sono monouso: sacchetti (di ogni uso e dimensione, da quelli della spazzatura ai sacchettini per fazzoletti), bottiglie e bottigliette di bevande e i loro tappi, bastoncini per le orecchie, mozziconi di sigaretta, palloncini, assorbenti igienici. Moltissimi i contenitori: flaconi vari, taniche, ceste. E soprattutto tanti, tantissimi frammenti di plastica, segno che molti di questi oggetti hanno già iniziato a disgregarsi. 

Domenica Legambiente Maruggio ha organizzato una azione denominata Plastic Beach Clean Up.

La campagna di sensibilizzazione ambientale promossa dalla Legambiente di Maruggio, per incentivare attività volontarie autonome di pulizia e rimozione rifiuti, presso le spiagge e aree dunali di Campomarino di Maruggio.

Dal sito Legambiente Maruggio il messaggio del  presidente Gianfranco Cipriani :

«Uno stile di vita responsabile sicuramente aiuta tantissimo, “spoccarsi le mani” secondo noi, aiuta ancora di più!

Da questi presupposti nasce quindi l’invito a chiunque ha a cuore il nostro ambiente nel quale viviamo, a prendersene cura con azioni concrete e fattive, quali appunto la pulizia delle nostre spiagge e aree dunali tanto apprezzate dai numerosi visitatori nella stagione estiva. Cosa c’è di meglio di una bella passeggiata in spiaggia, insieme ai nostri cari, muniti di un sacco e guanti, raccogliendo tutta la plastica spiaggiata che incontriamo?

Un gesto semplice, un atto d’amore per il nostro mare, e un ESEMPIO concreto da trasmettere a quanti ci sono vicino!

Fallo anche tu!»

Il Plastic Beach Cleap Up ha interessato domenica la spiaggia “Giannarelli” e l’azione ha portato a riempire 6/7 sacchi di plastica. In una di queste azioni nel passato oltre a raccogliere diversi kg di plastica spiaggiata fu ritrovata una lattina del 1984.

Dal sito Legambiente Maruggio la nota sul ritrovamento :

«Los Angeles 1984, giochi olimpici, lattina rievocativa di una nota bevanda, con data scadenza GENNAIO 1985; è solo uno dei tanti esempi di rifiuti rinvenuti sulle .

I rifiuti spiaggiati, in particolare durante le mareggiate invernali, devono essere subito rimossi dalla battigia, per molteplici motivi; possono ritornare in mare alle successive mareggiate, e quindi complicarne il recupero, oppure, stratificarsi sotto la sabbia accumulata dalle mareggiate stesse, e riapparire, forse, dopo decenni come l’esempio della lattina del 1984!».

 

Viviana Baldari



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