04/06/2019 10:05:56 - Manduria - Politica

Il commento del consigliere regionale alla sentenza che sancisce la sua candidabilità alle prossime consultazioni elettorali

 

“Pur trascinato in una vicenda inquietante e di una gravità inaudita, e aver visto per anni il mio nome associato addirittura a un procedimento per mafia, con l’accusa di favoreggiamento per non aver denunciato il furto di un’automobile poi ritrovata dagli stessi carabinieri (e piena assoluzione sia in sede penale che civile),  ho sempre avuto e manifestato un profondo rispetto per gli inquirenti e la magistratura, con la certezza che, nonostante il fango e le strumentalizzazioni legate al mio ruolo politico e amministrativo e alla mia visibilità, la verità sarebbe alla fine emersa.

E anche il mio impegno in politica non è mai venuto meno nonostante un incubo terribile, per rispetto nei confronti della mia comunità, di tutti quelli che hanno riposto la loro fiducia in me, e che non hanno mai dubitato della mia correttezza e della mia persona.

Adesso anche l’ultima, pesantissima richiesta presentata dal Ministero dell’Interno nei miei confronti – l’incandidabilità – è stata rigettata dai giudici del Tribunale di Taranto, e la mia vita può finalmente riprendere senza alcuna macchia e ombra. Un doveroso e sentito ringraziamento va agli avvocati Salvatore Maggio e Lorenzo Bullo che mi hanno assistito sul piano penale, e all’avvocato Luigi e Antonio Quinto che ha seguito invece quello civile. E alla mia famiglia, alle persone che mi sono state accanto sempre e comunque in un momento così delicato e particolare”.



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