11/06/2019 12:41:44 - Sava - Cultura

Il lavoro induce a riflettere sui pericoli dell’uso inconsapevole del web. Scenografia, montaggio e regia firmati dal prof. Giovanni Buccoliero. Il link del lavoro

I ragazzi del “Del Prete-Falcone” di Sava protagonisti del mediometraggio “Per non cadere nella rete”, un lavoro realizzato nell’ambito di un progetto PON con l’intento di far riflettere sui pericoli che derivano da un uso incauto della rete.

«Il mediometraggio dal titolo “Per non cadere nella rete” prende il nome dall’omonimo modulo del PON “Digitalmente competenti e consapevoli”, di cui ero uno dei docenti esperti, svolto nel periodo da marzo a maggio del corrente a.s. , i cui corsisti sono stati gli alunni della classe 4B Informatica e alcuni delle classi 3B e 5A Informatica, nel quale mi sono cimentato nel ruolo di scenografo, montatore e regista» afferma il prof. Giovanni Buccoliero.

«Attraverso la metodologia brain storming, abbiamo sviluppato il soggetto e la sceneggiatura del mediometraggio la cui genesi è partita dai temi legati ai pericoli dell’uso inconsapevole del web: Traffico di armi e droghe nel Dark Web, Induzione al gioco d’azzardo patologico, CyberBullismo, Revenge Porn e Grooming (adescamento di minori). Per legare queste tematiche insieme ci siamo inventati la seguente trama:

“Un’organizzazione criminale mafiosa, capeggiata dal Gran Maestro TOR, denominata Deep Clan, si riunisce per celebrare il rito di iniziazione di cinque nuovi adepti, individuati tra tanti potenziali criminali che si sono distinti per i loro crimini sfruttando le nuove tecnologie, grazie al lavoro di ricerca del primo adepto AdolfX. In tale occasione i nuovi adepti sono invitati dal cerimoniere a dar prova dei loro crimini (Traffico di armi e droghe nel Dark Web, Induzione al gioco d’azzardo patologico acquistando la falsa identità sul Dark Web, CyberBullismo, Revenge Porn e Grooming) attraverso le personali confessioni. Nel frattempo AdolfX, che tra l'altro si era reso complice della strage di Monaco istruendo uno dei nuovi adepti ad accedere alla parte nascosta di Internet, la Dark Web, per vendere all’assassino l’arma utilizzata per la strage, pentitosi delle sue malefatte, prima di suicidarsi, indirizza le forze dell'ordine al loro quartier generale scrivendo su un diario i nomi e i cognomi del capo mafia e dei nuovi adepti insieme ad un messaggio in codice che li localizza. Grazie all'intuito del Capitano del R.I.S. che, insieme ai suoi due stretti collaboratori, riesce a decodificare il messaggio in codice, il clan viene localizzato ed i suoi membri assicurati alla giustizia”».

Nella realizzazione di questo mediometraggio si sono distinti gli alunni Gabriel Gallo (5 A Informatica) e Grazio Marino Lanza (4 B Informatica) nella fase di scrittura del soggetto e sceneggiatura e gli alunni attori:  Andrea De Santis nel ruolo di TOR, Francesco Favale nel ruolo del cerimoniere, Francesco Garibaldi nel ruolo di ADOLFX, Ismaele Saracino nel ruolo di Capitano dei RIS, Mirko Caforio e Rocco De Giovanni nel ruolo di aiuto del Capitano, Gabriele Blasi nel ruolo di trafficante d’armi, Gabriel Gallo nel ruolo di istigatore al gioco d’azzardo, Omar De Padova nel ruolo di vittima del gioco d’azzardo, Francesco Buccoliero nel ruolo di cyberbullo, Michela Greco nel ruolo di vittima del cyberbullismo, Michela D’Angela nel ruolo di ricattatrice, Cosimo Prete nel ruolo di vittima del revenge porn, Francesco Felice nel ruolo di adescatore, Valeria Dinoi nel ruolo della vittima dell’adescatore e Giovanni Marchetti, Salvatore Saracino, Daiana Torcello, Andrea Giorgino nel ruolo degli adepti della cosca criminale.

I costumi di scena sono stati realizzati dagli alunni e discenti del corso Artigianato per il Made in Italy e la grafica è stata realizzata dall’alunno Grazio Marino Lanza della 4 B Informatica.

Tutte le scene sono state girate interamente nei locali dell’Istituto Del Prete-Falcone mentre le scene di repertorio riguardanti l’arma dei Carabinieri sono state prese dal web.

Si ringraziano: il prof. Gianvittorio Mele per aver prestato la voce nella parte finale, le prof.sse Silvana Lomartire e Anna Francesca Barnaba per aver interpretato i ruoli di annunciatrici TV e la prof.ssa Sabrina Panna per aver espletato il ruolo di Interprete LIS per il telegiornale finale.

DINOI VALERIA, 3ªB INFORMATICA:

«Partecipare a questo corso mi ha dato la possibilità di conoscere altri aspetti del web e di rendermi più responsabile nel suo utilizzo.

Internet è una piattaforma molto ampia e utile ma talvolta anche pericolosa e abbiamo cercato di esporre questi rischi con un mediometraggio.

Io ho interpretato un personaggio che è vittima di un adescatore di minori il quale non è solo un problema attuale ma anche molto ricorrente.

Spacciarsi per qualcuno che non si è, sul web, oggi è molto semplice ed è altrettanto semplice trovare le proprie vittime; spesso sono delle ragazzine minorenne che nella speranza di trovare l’amore chattano con sconosciuti, non sapendo, però, di mettere a rischio la propria vita.

Questo mediometraggio porta con sé un significato molto profondo ed è questo che lo ha reso interessante ai miei occhi. Ho avuto la possibilità di interagire con altre persone e ora sono più consapevole del lavoro che c’è dietro un film o una serie tv.

È stata un’esperienza che senz’altro rifarei, magari portando altri messaggi da trasmettere agli altri».

GALLO GABRIEL – 5ªA INFORMATICA:

«L’esperienza maturata durante la durata del PON "Per non cadere nella rete" è stata, senza ombra di dubbio, di grande importanza. Poter scrivere il soggetto del mediometraggio e recitarvi ha avuto un certo impatto su di me, immaginare e "vivere" un piccolo estratto della vita di un criminale permette di capire quanti pericoli e quanti retroscena non conosciamo.

Il tutto è servito a capire cosa non fare e con chi non avere a che fare su internet, nonostante possa sembrare una banalità. Infatti, non tutti sono a conoscenza del pericoloso strumento che può rivelarsi la rete, tutti vi navighiamo sottovalutando i rischi in cui possiamo incappare. Per questo spero che il risultato del nostro lavoro venga visto dalla più vasta platea di persone possibile, non per ottenere quei quindici minuti di celebrità, ma per sensibilizzare il maggior numero di persone per quanto riguarda la pericolosità del web, invitandole a farne un utilizzo corretto e controllato».

 



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