giovedì 28 maggio 2020

18/05/2020 18:55:22 - Provincia di Taranto - Attualità

Sono due femmine adulte, Alessandra (munita di Tag satellitare) e Echeclo, che riprendono il mare dopo la degenza nei Centri recupero WWF

Due tartarughe marine sono ritornate in mare dopo un lungo periodo di recupero: dalla costa di Bisceglie in Puglia alla spiaggia di Policoro in Basilicata, questo pomeriggio il WWF ha previsto due liberazioni in contemporanea e nel rispetto delle norme sanitarie vigenti.

Il primo individuo è una femmina adulta di Caretta Caretta, recuperata a fine gennaio grazie all’intervento di un pescatore della cooperativa Nereide di Policoro. L’animale in asfissia per annegamento era destinato a morte certa poiché incastrato sul fondo del mare, bloccato da una vecchia rete da posta.

Il trasferimento alla Sea Turtle Clinic DMV dell’Università di Bari ne diagnosticava un'iniziale infezione polmonare; trattata e riabilitata all’interno del Centro Recupero Tartarughe Marine WWF Policoro, è ora finalmente pronta per tornare in libertà. L’evento, per il WWF di Policoro e per la Jonian Dolphin Conservation, assume un aspetto importante in quanto la stessa Tartaruga è stata dedicata e battezzata “Alessandra”, in ricordo di una collega e cara amica scomparsa prematuramente.

Si tratta della seconda tartaruga che quest’anno prende il largo da Policoro dotata di un “Tag satellitare” in grado di elaborare e trasmettere dati preziosi ai ricercatori impegnati. Entrambi i TAG sono stati messi a disposizione dalla Jonian Dolphin Conservation ed acquisiti nell’ambito del progetto Ketos, realizzato con il contributo di Fondazione con il Sud.

La prima tartaruga, Erasmus, anch’essa una femmina adulta sempre curata nel Centro WWF di Policoro, era stata liberata a fine gennaio poiché recuperata e in grado di nuotare agilmente, nonostante una menomazione a un arto posteriore.

Erasmus ha già inviato numerosi dati del suo movimento segnalando con sorpresa la sua permanenza nel Golfo di Taranto, contrariamente a quanto ci si aspettasse.

I dati scientifici verranno raccolti grazie al progetto SAT-CAL, dell’Università della Calabria, guidato dal responsabile scientifico Prof. Paolo Casale. Questo progetto è frutto della collaborazione fra UNICAL-UNIPI-CRTM Brancaleone e oggi condiviso per l’area nord del Golfo di Taranto dal CRTM WWF Costa Ionica Lucana di Policoro. Si ringrazia della preziosa collaborazione e contributo scientifico la Jonian Dolphin Conservation per la disponibilità  dei primi due TAG applicati e riferiti al progetto KETOS - Fondazione Con il Sud, CNR STIIMA di Bari e Dipartimento di Biologia dell’Università di Bari.

LIBERA ANCHE ECHECLO, DAL GOLFO DI BISCEGLIE

Echeclo è una femmina di Caretta Caretta lunga circa 80 centimetri. Era stata soccorsa per la prima volta nel marzo del 2019 alla marineria di Bisceglie, che da anni collabora col WWF per la tutela delle tartarughe. L’animale mostrava segni di embolia e annegamento: consegnata al Centro di recupero tartarughe marine WWF di Molfetta dopo circa due mesi era stata liberata con targhette identificative. Ma l’animale ad aprile scorso è stato recuperato una seconda volta e consegnata di nuovo al centro. In questo caso la tartaruga mostrava solo segni di annegamento, e dopo un periodo di degenza presso il centro ora può finalmente tornare a nuotare. Il recupero di Echeclo è avvenuto entrambi i casi a ridosso del golfo di Manfredonia, mentre la liberazione avverrà a largo del porto di Bisceglie con la collaborazione della Bisceglie Approdi e del circolo della vela di Bisceglie.

LA STORIA DI ERASMUS

A gennaio scorso Erasmus è stata trovata nel Golfo di Taranto da un miticoltore, incastrata in una rete fantasma e priva di un arto posteriore. Dopo le cure ricevute prima alla Sea Turtle Clinic dell'Università di Bari, poi dal Centro Recupero Tartarughe Marine WWF di Policoro, Erasmus è stata munita di un TAG Satellitare per cetacei, messo a disposizione dalla Jonian Dolphin Conservation ed acquisito nell’ambito del progetto Ketos, realizzato con il contributo di Fondazione con il Sud, e liberata in mare. Lo strumento, riadattato all'utilizzo per cheloni marini, permette di osservare in tempo reale dove si trova la tartaruga.




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