martedì 29 novembre 2022

30/10/2022 07:44:11 - Puglia - Attualità

L’analisi, aggiornata, per province e per settori dell’Osservatorio Economico Aforisma

La mancata destagionalizzazione e i rincari dei beni energetici rallentano la crescita del sistema produttivo pugliese. È quanto emerge dall’ultimo studio condotto dall’Osservatorio Economico Aforisma. Ci sono state meno iscrizioni al Registro delle imprese nel terzo trimestre di quest’anno: il tasso di crescita in Puglia è stato dello 0,35 per cento, contro lo 0,43 per cento del terzo trimestre del 2021. A fronte di 4.182 nuove iscrizioni al Registro delle imprese, le cancellazioni sono state 2.831: il saldo è di 1.351 aziende in più.

In Puglia si contano 232.592 ditte individuali, 103.664 società di capitale, 32.160 società di persone, 17.426 società costituite in altre forme (ad esempio, sotto forma di consorzi). Sono, in tutto, 385.842 le imprese registrate al 30 settembre 2022.

In provincia di Bari si registra una diminuzione degli esercizi commerciali; in quella di Foggia, oltre al commercio, soffre anche l’industria e in quella di Lecce arretra solo l’industria tra i principali settori. Gli altri, invece, sembrano resistere a questa congiuntura sfavorevole.

Tuttavia, se da un lato il numero delle aziende lievemente cresce o resta invariato in tanti settori, dall’altro, però, occorre rilevare l’effetto distorsivo dei prezzi sui mercati: l'economia è a rischio se continuano ad essere “instabili”.

«I prezzi – spiega Davide Stasi, direttore dell’Osservatorio Economico Aforisma – non devono aumentare in maniera esponenziale (altrimenti si alimenta l’inflazione), né devono diminuire per un periodo prolungato (per evitare la deflazione). Lunghe fasi di inflazione (o deflazione) eccessiva hanno effetti fortemente negativi sull’economia. È la stabilità dei prezzi che favorisce la crescita dell’economia: i posti di lavoro sono al sicuro e i soldi in tasca mantengono il loro valore. Se i prezzi dei beni e dei servizi aumentano ancora, si perde “potere di acquisto”. Questo significa che con il denaro a disposizione (tra reddito e risparmi) non si riesce più a comprare quello che si sarebbe potuto comprare in passato. L’inflazione innesca una spirale di crescita dei prezzi e se tutto diventa più costoso, i lavoratori sono spinti a chiedere un aumento di stipendio. I datori di lavoro, per soddisfare questa richiesta, non possono fare altro che vedersi costretti ad innalzare i prezzi dei loro prodotti. Tutto ciò rende più difficile sia per le famiglie ma soprattutto per le imprese poter pianificare entrate e uscite e, dunque, risparmi ed investimenti. Se il denaro si svaluta rapidamente, si comprano meno beni e meno servizi, determinando ripercussioni negative sul Prodotto interno lordo (Pil)».

 

forme giuridiche

società di capitale

società di persone

ditte individuali

altre forme

 

Bari

43.404

13.541

84.654

6.069

 

Brindisi

9.985

3.144

24.140

1.683

 

Foggia

16.240

5.409

45.977

4.260

 

Lecce

18.695

6.062

47.303

3.398

 

Taranto

15.340

4.004

30.518

2.016

 
           

Puglia

103.664

32.160

232.592

17.426

 
           

forme giuridiche

registrate

iscrizioni

cessazioni

saldo 3° trimestre

tasso di crescita trimestrale 2022

Bari

147.668

1.652

1.038

614

0,42%

Brindisi

38.952

444

311

133

0,34%

Foggia

71.886

698

523

175

0,24%

Lecce

75.458

843

621

222

0,29%

Taranto

51.878

545

338

207

0,40%

           

Puglia

385.842

4.182

2.831

1.351

0,35%

           

principali settori

Agricoltura

Industria

Costruzioni

Commercio

Servizi

Bari

26.171

13.095

17.474

40.041

41.419

Brindisi

7.660

2.698

4.994

10.825

10.170

Foggia

24.216

4.109

7.334

16.577

15.167

Lecce

9.646

6.161

10.704

22.343

21.734

Taranto

10.786

3.627

5.605

14.218

13.374

           

Puglia

78.479

29.690

46.111

104.004

101.864

           

principali settori var. %

Agricoltura

Industria

Costruzioni

Commercio

Servizi

Bari

0,94%

0,08%

0,62%

-0,04%

0,90%

Brindisi

0,45%

0,07%

0,58%

0,07%

0,71%

Foggia

0,35%

-0,12%

0,52%

-0,06%

0,83%

Lecce

0,94%

-0,02%

0,45%

0,04%

0,95%

Taranto

0,82%

0,22%

0,45%

0,22%

0,59%

           

Puglia

0,69%

0,05%

0,54%

0,02%

0,84%

 









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